I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

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  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

Il "mistero di Rosazzo": non è che qualcuno sta cercando gli alieni? Arriverà il team per gli X Files?





Anno 2012. Il Messaggero veneto pubblica questa notizia



Il periodo è febbraio. E si può leggere: "Insomma, un alieno gira indisturbato in Friuli? Leonard D’Andrea spera che si facciano vivi quei testimoni («Impossibile in quei momenti scattare foto o telefonare perché i cellulari erano in tilt»), alcuni dei quali terrorizzati, che hanno visto il “gigante” in prossimità della nuova rotonda di Mortegliano. «Sono pronto – dichiara – a parlarne con chiunque. Di certo non ho avuto le allucinazioni anche perché sono astemio. È chiaro che oggi (ieri per chi legge, ndr) sono stato al centro di decine di “interrogatori”».

A marzo 2012, nuovo avvistamento:




Si può leggere:  "Non solo Mortegliano. La misteriosa creatura alta circa 4 metri, avvistata per la prima volta in prossimità della grande rotatoria della cittadina friulana l’11 febbraio – segnalata successivamente in vari punti della regione, anche a Caneva, Carbona di San Vito al Tagliamento e Oderzo – sarebbe apparsa pure a Pasiano. L’avvistamento dello strano essere di «origine aliena» risale alla notte fra il 12 e il 13 marzo, secondo la dettagliata testimonianza di uno studente diciassettenne del luogo. (...) Non è la prima volta che nel Pasianese si registrano incontri ravvicinati con gli ufo. Fece scalpore, in particolare, la vicenda di Benito Bonotto di Visinale che nel 1995 raccontò di aver visto un oggetto identificato a bassa quota, in parte trasparente, e di essere entrato in contatto telepatico con gli “omini” presenti al suo interno. Ancora negli anni Ottanta uno studente, allertato dall’insolito comportamento dei volatili e dei bovini, nottetempo si era imbattutto in un disco volante."



Vista la coincidenza temporale, febbraio, marzo, visto anche lo stile, non è che il mistero di Rosazzo, nasconde in realtà altro? Forse è il caso di consultare esperti in materia di ufologia, perché questo mistero giunga quanto prima a rapida conclusione. Altrimenti si rischia di vivere nel terrore, anche perché non è da escludere che gli alieni possano aver preso le sembianze umane e per distinguersi e riconoscersi tra di loro abbiano indossato fazzoletti rossi. Insomma, pare essere un caso degno da X Files. 


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