Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

#sarrimancini : L'omofobia non è una cosa da campo



Ieri, 19 gennaio, l'Inter ha vinto due sfide. La prima calcistica contro il Napoli, la seconda, per il tramite del suo allenatore, Roberto Mancini, etica e morale e di civiltà. Mancini ha denunciato quanto accaduto nel finale della partita, dopo il secondo goal dell'Inter. Ha denunciato l'aver subito l'insulto da Sarri, come " frocio e finocchio", ha denunciato che il quarto uomo, aiutante dell'arbitro, "ha fatto finta di niente". Ha rotto il muro dell'omertà contro un sistema che banalizza il tutto o vuole minimizzare il tutto. Se fino a qualche anno addietro dare del frocio e del finocchio non faceva scalpore, oggi si è presa la consapevolezza, soprattutto nel mondo del calcio, bombardato da slogan sul rispetto, che frocio e finocchio significa offendere l'omosessualità, ovvero trasformare l'omosessualità in insulto. Sarri, presentato come l'uomo decisionista, intellettuale, perché leggi libri, con la tuta, anticonformista, si è scusato, ribadendo che si tratta di roba da campo. No. Non è roba da campo. Ed è ancora più grave quando ciò viene detto da chi legge libri ed ha un certo grado di cultura. Io sto con Mancini. Ha dato una bella lezione di civiltà e le scuse non bastano. Servono gesti forti. Se il Napoli vincerà lo scudetto con questo allenatore, tale scudetto rischierà di essere macchiato dall'infamia dell'omofobia, per quelle parole pronunciate, pur in un momento di rabbia, ma sempre dette, nel finale di Napoli Inter.  Napoli non è sinonimo di razzismo. Napoli merita rispetto così come lo meritano gli omosessuali. Sarebbe cosa buona e giusta esonerare questo allenatore, non bastano sanzioni disciplinari. Non basta la politica del perdono, quale perdono? Quale compromesso? Quale concertazione sull'omofobia? Non sarà neanche sufficiente il fatto che il Napoli calcio decida di partecipare ad iniziative contro l'omofobia,  certo, ben vengano queste, stesso discorso per il suo attuale allenatore. Ma è necessario, per un radicale cambiamento, perché qui di radicale cambiamento abbiamo bisogno, un gesto forte ed incisivo, e non un compromesso, altrimenti tutto ritornerà come prima, tutto verrà perdonato, dicendo ho sbagliato, dicendo è cosa da campo, dicendo era momento di rabbia. 

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