Il piccolo "Spomenik" di Ronchi il monumento dedicato al partigiano Andrijic

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    La Jugoslavia del dopoguerra. C'è Tito, il paese è uscito a pezzi da un conflitto mondiale ferocissimo, e il regime socialista deve decidere come ricordare i propri morti. Di solito si mettono in piedi i soliti monumenti, il generale di bronzo, il soldato col fucile, la vedova in lacrime. E invece no! Fanno una scelta pazzesca. Chiamano i migliori architetti e designer dell'epoca — gente del calibro di Vojin Bakić o Ana Bešlić — e dicono: "Dobbiamo guardare al futuro" . Nascono così gli spomenik : queste gigantesche opere d'arte astratte, futuristiche, che sembrano quasi astronavi atterrate in mezzo alle montagne o alle foreste o nel nostro Carso. L'effetto è potente ancora oggi, da Podgarić a Kozara, fin dentro i confini della vicina Slovenia. Ti trovi davanti a questi blocchi di cemento e rimani a bocca aperta. Ma la cosa veramente incredibile, che uno non si aspetterebbe, è che queste opere esistono anche da noi, in Italia. Certo, sono pochissime le ci...

#sarrimancini : L'omofobia non è una cosa da campo



Ieri, 19 gennaio, l'Inter ha vinto due sfide. La prima calcistica contro il Napoli, la seconda, per il tramite del suo allenatore, Roberto Mancini, etica e morale e di civiltà. Mancini ha denunciato quanto accaduto nel finale della partita, dopo il secondo goal dell'Inter. Ha denunciato l'aver subito l'insulto da Sarri, come " frocio e finocchio", ha denunciato che il quarto uomo, aiutante dell'arbitro, "ha fatto finta di niente". Ha rotto il muro dell'omertà contro un sistema che banalizza il tutto o vuole minimizzare il tutto. Se fino a qualche anno addietro dare del frocio e del finocchio non faceva scalpore, oggi si è presa la consapevolezza, soprattutto nel mondo del calcio, bombardato da slogan sul rispetto, che frocio e finocchio significa offendere l'omosessualità, ovvero trasformare l'omosessualità in insulto. Sarri, presentato come l'uomo decisionista, intellettuale, perché leggi libri, con la tuta, anticonformista, si è scusato, ribadendo che si tratta di roba da campo. No. Non è roba da campo. Ed è ancora più grave quando ciò viene detto da chi legge libri ed ha un certo grado di cultura. Io sto con Mancini. Ha dato una bella lezione di civiltà e le scuse non bastano. Servono gesti forti. Se il Napoli vincerà lo scudetto con questo allenatore, tale scudetto rischierà di essere macchiato dall'infamia dell'omofobia, per quelle parole pronunciate, pur in un momento di rabbia, ma sempre dette, nel finale di Napoli Inter.  Napoli non è sinonimo di razzismo. Napoli merita rispetto così come lo meritano gli omosessuali. Sarebbe cosa buona e giusta esonerare questo allenatore, non bastano sanzioni disciplinari. Non basta la politica del perdono, quale perdono? Quale compromesso? Quale concertazione sull'omofobia? Non sarà neanche sufficiente il fatto che il Napoli calcio decida di partecipare ad iniziative contro l'omofobia,  certo, ben vengano queste, stesso discorso per il suo attuale allenatore. Ma è necessario, per un radicale cambiamento, perché qui di radicale cambiamento abbiamo bisogno, un gesto forte ed incisivo, e non un compromesso, altrimenti tutto ritornerà come prima, tutto verrà perdonato, dicendo ho sbagliato, dicendo è cosa da campo, dicendo era momento di rabbia. 

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