L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

#sarrimancini : L'omofobia non è una cosa da campo



Ieri, 19 gennaio, l'Inter ha vinto due sfide. La prima calcistica contro il Napoli, la seconda, per il tramite del suo allenatore, Roberto Mancini, etica e morale e di civiltà. Mancini ha denunciato quanto accaduto nel finale della partita, dopo il secondo goal dell'Inter. Ha denunciato l'aver subito l'insulto da Sarri, come " frocio e finocchio", ha denunciato che il quarto uomo, aiutante dell'arbitro, "ha fatto finta di niente". Ha rotto il muro dell'omertà contro un sistema che banalizza il tutto o vuole minimizzare il tutto. Se fino a qualche anno addietro dare del frocio e del finocchio non faceva scalpore, oggi si è presa la consapevolezza, soprattutto nel mondo del calcio, bombardato da slogan sul rispetto, che frocio e finocchio significa offendere l'omosessualità, ovvero trasformare l'omosessualità in insulto. Sarri, presentato come l'uomo decisionista, intellettuale, perché leggi libri, con la tuta, anticonformista, si è scusato, ribadendo che si tratta di roba da campo. No. Non è roba da campo. Ed è ancora più grave quando ciò viene detto da chi legge libri ed ha un certo grado di cultura. Io sto con Mancini. Ha dato una bella lezione di civiltà e le scuse non bastano. Servono gesti forti. Se il Napoli vincerà lo scudetto con questo allenatore, tale scudetto rischierà di essere macchiato dall'infamia dell'omofobia, per quelle parole pronunciate, pur in un momento di rabbia, ma sempre dette, nel finale di Napoli Inter.  Napoli non è sinonimo di razzismo. Napoli merita rispetto così come lo meritano gli omosessuali. Sarebbe cosa buona e giusta esonerare questo allenatore, non bastano sanzioni disciplinari. Non basta la politica del perdono, quale perdono? Quale compromesso? Quale concertazione sull'omofobia? Non sarà neanche sufficiente il fatto che il Napoli calcio decida di partecipare ad iniziative contro l'omofobia,  certo, ben vengano queste, stesso discorso per il suo attuale allenatore. Ma è necessario, per un radicale cambiamento, perché qui di radicale cambiamento abbiamo bisogno, un gesto forte ed incisivo, e non un compromesso, altrimenti tutto ritornerà come prima, tutto verrà perdonato, dicendo ho sbagliato, dicendo è cosa da campo, dicendo era momento di rabbia. 

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