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Il regalo del MIUR per le feste di natale


Il MIUR ha fatto un regalo, e per natale. No. Non è uno scherzo. Tranquilli e tranquille. Non si tratta del pagamento degli stipendi per i precari saltuari o brevi, o dell'abrogazione di norme autoritarie all'interno della legge sulla pessima scuola. Rimane la chiamata diretta, rimane l'esodo verso il nord, rimane la competizione all'ultimo euro tra i docenti, rimane la scuola dell'autoimprenditorialità, la scuola delle competenze e del nozionismo, e dei dirigenti manager. Il MIUR per natale ci regala un libro di ricette tradizionali.  Si legge che la " raccolta rappresenta un percorso di storia gastronomica alla riscoperta delle specialità e dei prodotti locali. Le ricette sono state recuperate, in collaborazione con alcuni Istituti scolastici del settore alberghiero e della ristorazione, dalla tradizione della cucina regionale italiana. Le più grandi creazioni dell’arte culinaria sono avvenute un po’ per caso, un po’ per fantasia, un po’ per necessità: piccoli accorgimenti, trovate geniali e abbinamenti impensati hanno dato vita ad una tradizione popolare così detta “cucina povera”, semplice ma gustosa La “cucina povera” ha una tradizione antica, è quella del popolo, dei contadini, delle classi povere; essa è espressione dell’arte della cucina che si mescola con un’altra arte, ben conosciuta, quella di arrangiarsi. Comprende ricette preparate con ingredienti semplici e genuini, secondo la tradizione locale, utilizzando ciò che è disponibile in casa, compresi gli avanzi del giorno prima. Richiede poca spesa e molta fantasia." Sicuramente è un pensiero anche gradito, è frutto di un lavoro importante, e ci mancherebbe. Però...


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