Passa ai contenuti principali

Il Comune di Monfalcone esce dal processo Amianto? Tradita la questione morale


44 operai ammazzati dall'amianto, ed il Comune di Monfalcone revoca la sua costituzione di parte civile nel processo amianto bis. Ed il tutto alle porte della sentenza. Il tempismo è certamente significativo. Il tutto è stato relegato ad una questione meramente tecnica. Ovvero, visto che il processo sarebbe a rischio prescrizione con conseguenti ripercussioni anche sul risarcimento si è de facto monetizzato con una cifra reputata congrua, circa 140 mila euro, che verrà destinata alla ricerca. Il Comune dice che “la decisione è stata sofferta. Ma confrontandoci con sindacati, associazioni etc... da tutti è arrivato il consiglio di transare, visto l'elevato pericolo di prescrizione”. Ciò in risposta ad alcune critiche giunte sulla pagina ufficiale facebook del Comune. Il quale afferma anche che “ Tutto ciò che il Comune poteva ottenere, il riconoscimento del danno di immagine, era infatti già stato riconosciuto” e che “ Ognuno ovviamente è libero di pensarla come vuole. Noi abbiamo pensato a dare qualcosa di concreto alle famiglie, visto che il riconoscimento morale c'è già stato”. Ora, questa decisione sembra essere stata presa in armonia con alcune realtà associative,e dunque non in via arbitraria ed in solitudine, e tecnicamente potrebbe avere un senso visto anche il come funziona il sistema giustizia nel suo complesso. Il Comune ha chiaramente comunicato che la scelta è tecnica, e non politica. Certo, è anche vero che esistono le vie civili per far valere determinate questioni, ma i tempi sarebbero lunghi e la somma da conseguire potrebbe essere simile a quella ora pattuita, che a quanto pare è stata reputata congrua. Non dimentichiamoci comunque che la Fincantieri è controllata 72,5% da Fintecna S.p.A che a sua volta è controllata al 100% dalla Cassa Depositi e Prestiti che a sua volta è controllata all'80,1% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ergo la proprietà in sostanza è dello Stato italiano che come ci ha insegnato diverse volte più che affermare un concetto di stato di diritto, ha concretizzato un diritto per lo Stato, e di questo se ne deve sempre tenere conto. E l'ultima vicenda che ha riguardato proprio il caso sequestro preventivo e decreto d'urgenza da parte del Governo, docet certamente. La questione materiale ha certamente prevalso. Una questione che probabilmente avrà effetti negativi per l'attuale amministrazione comunale in ambito locale, e che forse avrà qualche riconoscimento e lode a livello nazionale, d'altronde i poteri che contano non sono a Monfalcone e quelli simbolici sono a Roma e tutte le strade alla fine portano lì. Detto questo, quando si intraprende una strada, delicata, sensibile, e politicamente fondamentale, quale quella di costituirsi parte civile in un processo, questa strada va percorsa fino alla fine. Altrimenti si tradisce la questione morale, quella che si è voluta coltivare, difendere e rivendicare con l'atto di costituirsi parte civile. Ciò non lo si fa per soldi, per monetizzare. Anche un solo euro di risarcimento del danno sarebbe bastato, pur di avere un pronunciamento favorevole da parte della giustizia con il Comune costituito parte civile. Ma così non è stato. Se la via della conciliazione stragiudiziale è perseguibile in via privatistica, non lo può essere quando si rappresenta una intera città. Sarebbe stato, eticamente corretto, anche perdere il risarcimento danno, piuttosto che ottenerlo in quella misura, in quel modo. Ma la politica è la via del compromesso, e come detto, se a Roma saranno contenti, a Monfalcone una decisione del genere è stata reputata disastrosa per la questione morale e di questo, il Comune, ne pagherà, volendo o non volendo, politicamente, e socialmente, tristi conseguenze. Infine, penso che deve essere lo Stato italiano a destinare ingenti risorse per la ricerca, per la questione amianto, rilevato anche il controllo che esercita su Fincantieri. Ma questo è un discorso diverso, o forse anche no. 


Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

Per essere un Paese migliore si deve chiedere scusa,ed alcune date di Gorizia da non dimenticare

Quanto è difficile chiedere scusa, eppure chiedere scusa è il primo passo necessario non tanto per ricominciare, ma per avviare un percorso diverso, più onesto, più eticamente e moralmente corretto. Il Papa, ad esempio, qualche passo tenue nei confronti degli omosessuali lo sta facendo, Obama si è recato ad Hiroshima, gesto importante, ma non ha osato chiedere scusa per quel crimine immenso compiuto contro inermi civili. Tante barbarie nel corso della storia sono state compiute in nome e per conto dell'Italia. Dalla “piemontesizzazione del Sud”, ai massacri della prima guerra mondiale, al regime fascista, alle violenze e crimini compiuti nelle terre occupate, in Africa, Albania, Grecia, in Jugoslavia. Mai scusa si è chiesto per ciò. Eppure basterebbe poco, chiedere scusa per restituire dignità all'Italia, il cui nome è stato usurpato dalle peggiori nefandezze. Il problema è che quando pretendi ciò ti etichettano spesso come anti-italiano. A parer mio il peggior modo di essere…