Passa ai contenuti principali

L'ANPI di Ronchi (Go) in gita con la scuola all'ospedale partigiano di Franja

E' iscritto nella lista sperimentale del patrimonio mondiale dell'UNESCO, ha conseguito il premio del patrimonio culturale europeo, è monumento culturale e storico dalla grande valenza non solo per la Slovenia ma per l'umanità tutta. E' nella resistenza che i popoli hanno ritrovato l'unità, la condivisione, la fratellanza, lottando, al prezzo della propria vita, per la libertà, quella che il regime fascista prima e nazifascista poi, hanno semplicemente negato, colpendo prima di tutto gli sloveni ed i croati, i comunisti, gli anarchici, gli antifascisti, chi si opponeva al regime, per poi, dopo la proclamazione delle leggi razziali, attuare quello che la storia ci ha tristemente insegnato. Con l'avvio dell'occupazione nazista in Italia, nel settembre del '43, venne realizzato nei pressi di Dolenji Novaki, con l'aiuto determinante della popolazione locale un campo ospedaliero. Durante la guerra l'ospedale prese il nome della dott.ssa Franja Bojc Bidovec, che lo condusse per lungo tempo. 
Il reparto centrale, conosciuto con il nome di Ospedale partigiano Franja, si curarono 578 feriti gravi, mentre nei reparti distaccati si curarono altri 300 feriti più leggeri. Come si può leggere sul sito http://www.muzej-idrija-cerkno.si/ “ Oltre agli sloveni, tra i feriti figuravano anche appartenenti alle varie nazioni dell'ex Jugoslavia e dell'ex Unione sovietica, alcuni italiani, polacchi e francesi, due austriaci e due americani”. 
Ed è fondamentale che le nuove generazioni, e specialmente le nostre scuole, possano visitare questi luoghi, conoscere quella storia che non sempre nelle scuole viene insegnata, e la collaborazione avviata con l'ANPI di Ronchi è importante perché si possano consolidare principi che oggi giorno sono nuovamente a rischio, come quello dell'accoglienza, della solidarietà, dell'unità fra i popoli, perché quanto accaduto in passato non debba più ripetersi. Una gita con le classi terze della scuola secondaria di primo grado di Ronchi, quasi un centinaio i partecipanti, che ha certamente fornito grandi elementi di riflessione ai nostri studenti. Gita che ha toccato anche la zona delle miniere di Idrija, la più antica città mineraria slovena, famosa per una delle più grandi miniere di mercurio al mondo. Città nota anche per l'arte del merletto. L'auspicio è che queste iniziative possano continuare anche per il futuro e che tra l'ANPI ed il MIUR si possa consolidare un progetto di collaborazione esteso a livello nazionale dedicando maggiore attenzione ed approfondimenti a questioni storiche che nei programmi ministeriali vengono affrontate con nozionismo o superficialità. Studiare la storia della resistenza, conoscere la storia della resistenza, capire cosa è accaduto specialmente in FVG, con il fascismo, il nazismo, cosa hanno subito gli sloveni in primo luogo, ed il riscatto avvenuto con la lotta di liberazione è importante per il consolidamento della pace tra i popoli e non dare per scontata quella libertà che oggi giorno sussiste.

per Anpi di Ronchi
nota: nella foto classi terze scuola media di Ronchi in gita a Franja con Anpi/maggio 2015

Commenti

Post popolari in questo blog

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…