Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

L'ANPI di Ronchi (Go) in gita con la scuola all'ospedale partigiano di Franja

E' iscritto nella lista sperimentale del patrimonio mondiale dell'UNESCO, ha conseguito il premio del patrimonio culturale europeo, è monumento culturale e storico dalla grande valenza non solo per la Slovenia ma per l'umanità tutta. E' nella resistenza che i popoli hanno ritrovato l'unità, la condivisione, la fratellanza, lottando, al prezzo della propria vita, per la libertà, quella che il regime fascista prima e nazifascista poi, hanno semplicemente negato, colpendo prima di tutto gli sloveni ed i croati, i comunisti, gli anarchici, gli antifascisti, chi si opponeva al regime, per poi, dopo la proclamazione delle leggi razziali, attuare quello che la storia ci ha tristemente insegnato. Con l'avvio dell'occupazione nazista in Italia, nel settembre del '43, venne realizzato nei pressi di Dolenji Novaki, con l'aiuto determinante della popolazione locale un campo ospedaliero. Durante la guerra l'ospedale prese il nome della dott.ssa Franja Bojc Bidovec, che lo condusse per lungo tempo. 
Il reparto centrale, conosciuto con il nome di Ospedale partigiano Franja, si curarono 578 feriti gravi, mentre nei reparti distaccati si curarono altri 300 feriti più leggeri. Come si può leggere sul sito http://www.muzej-idrija-cerkno.si/ “ Oltre agli sloveni, tra i feriti figuravano anche appartenenti alle varie nazioni dell'ex Jugoslavia e dell'ex Unione sovietica, alcuni italiani, polacchi e francesi, due austriaci e due americani”. 
Ed è fondamentale che le nuove generazioni, e specialmente le nostre scuole, possano visitare questi luoghi, conoscere quella storia che non sempre nelle scuole viene insegnata, e la collaborazione avviata con l'ANPI di Ronchi è importante perché si possano consolidare principi che oggi giorno sono nuovamente a rischio, come quello dell'accoglienza, della solidarietà, dell'unità fra i popoli, perché quanto accaduto in passato non debba più ripetersi. Una gita con le classi terze della scuola secondaria di primo grado di Ronchi, quasi un centinaio i partecipanti, che ha certamente fornito grandi elementi di riflessione ai nostri studenti. Gita che ha toccato anche la zona delle miniere di Idrija, la più antica città mineraria slovena, famosa per una delle più grandi miniere di mercurio al mondo. Città nota anche per l'arte del merletto. L'auspicio è che queste iniziative possano continuare anche per il futuro e che tra l'ANPI ed il MIUR si possa consolidare un progetto di collaborazione esteso a livello nazionale dedicando maggiore attenzione ed approfondimenti a questioni storiche che nei programmi ministeriali vengono affrontate con nozionismo o superficialità. Studiare la storia della resistenza, conoscere la storia della resistenza, capire cosa è accaduto specialmente in FVG, con il fascismo, il nazismo, cosa hanno subito gli sloveni in primo luogo, ed il riscatto avvenuto con la lotta di liberazione è importante per il consolidamento della pace tra i popoli e non dare per scontata quella libertà che oggi giorno sussiste.

per Anpi di Ronchi
nota: nella foto classi terze scuola media di Ronchi in gita a Franja con Anpi/maggio 2015

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