Quella geniale contaminazione tra antico e contemporaneo ad Aquileia

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  Nell’antico Impero Aquileia non era una città qualunque. Era la seconda città di tutto l'Impero , subito dopo Roma! Una metropoli brulicante, immensa, ricchissima. Oggi, certo, se uno ci va, di quell'immensità vertiginosa è rimasto poco in superficie. Ma se voi entrate nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia... ebbene, vi accorgete che quel passato glorioso è ancora tutto lì. Aquileia è un posto incredibile, una perla del Friuli dove si ha davvero la sensazione fisica che il tempo si sia fermato. È un luogo che trasuda storia da ogni singolo muro, da ogni angolazione. Ma la cosa straordinaria è quello che hanno sperimentato in mezzo a tutto questo. Un'idea che è di una semplicità disarmante eppure... di un'efficacia spaventosa! Cosa ti inventano? I colori! Ma non colori qualunque: i colori di Schifano, di Andy Warhol, di Festa, di Lichtenstein! Hanno preso queste serigrafie, questi quadri, e li hanno messi lì. E la cosa formidabile è che queste opere d'arte ...

Dialogo? No grazie. Ritiro immediato del ddl buona scuola ed immissione in ruolo dei precari



Una manifestazione epocale? Sicuramente la più grande ed importante e significativa di questo secolo nella e per la nostra scuola pubblica. Da Palermo a Trieste, una sola voce, univoca, determinata. Ritiro immediato del disegno di legge sulla scuola, noto come buona scuola ma diventato presto cattiva scuola ed immissione in ruolo dei precari senza ricatto alcuno. Perché l'immissione in ruolo dei precari è possibile, è fattibile, può essere indipendente da qualsiasi processo di riforma della scuola. Piazze unite, sindacati, tutti, uniti, e questa è una cosa che non so più quando si ripeterà, uniti, non da tre fischi, ma da oltre 300 mila fischi che in tutta Italia hanno comportato chiusure di scuole, invasioni di strade, discussioni pubbliche in piazza, cortei, presidi, manifestazioni variegate. Il mondo della scuola questa riforma non la vuole. Questo è un dato di fatto ineccepibile, Nessun dialogo è possibile. Solo il ritiro di quel disastroso e non emendabile disegno di legge è conseguibile. E non venite a dire che gli insegnanti, gli Ata, i genitori, gli studenti, ma anche diversi dirigenti, non hanno capito questa riforma. E' stata capita, benissimo. Ed è per questo che la si vuole cestinare, perché non si vuole la scuola azienda, perché non si vuole il decisionismo anche a scuola, perché non si vuole la concorrenza, perché non si vuole la competizione tra scuole, perché non si vuole l'aziendalizzazione della scuola, perché non si vuole la gerarchizzazione, ma una scuola democratica, collegiale, inclusiva. Una scuola semplicemente pubblica, laica e democratica, cioè, semplicemente il contrario di quello che dispone questa riforma. 

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