Passa ai contenuti principali

Monfalcone e l'ordinanza anti accattonaggio tra dubbi di legittimità e di merito

Il 16 marzo del 2015 nel Comune di Monfalcone è entrata in vigore l'ordinanza numero 6/2015 che prevede forti limitazioni di accattonaggio nelle zone di accesso e parcheggio antistanti e retrostanti l’Azienda Sanitaria di via Galvani 1.  
Nel testo dell'Ordinanza si legge che “ Accertato l’incremento di soggetti, che in prossimità delle aree di accesso agli ambulatori, reparti e Pronto Soccorso nonché aree di parcheggio antistanti e retrostanti all’ospedale Civile di Monfalcone via Galvani 1, che utilizzano lo strumento dell’accattonaggio e si atteggiano in modo vessatorio ed insistente o esibiscono e simulano malformazioni o menomazioni ai fini di destare la pietà altrui; Visto l’aumento di segnalazioni inerenti tale fenomeno, in particolare la nota della Direzione Sanitaria Ospedaliera del 25 novembre u.s., ed il successivo incontro del 28 gennaio c.a., nonché dalle persone che devono recarsi presso la suddetta struttura sanitaria; Considerata pertanto necessaria l’emanazione di un provvedimento che vieti tali manifestazioni ai fini della sicurezza urbana, del senso di degrado, per preservare i soggetti che si soffermano nel mezzo dei parcheggi, e prevenire vessatorie richieste sui soggetti più deboli quali minori, donne ed anziani o comunque di persone necessitanti di cure od in visita a parenti che versino in stato di malattia"(...) si applica il divieto di cui all'oggetto fino al 15 giugno 2015 "fermo restando l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste dalle leggi in vigore, la violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 25,00 ad Euro 150,00 e la sanzione accessoria della confisca amministrativa del denaro che si sia accertato quale provento della violazione e di eventuali attrezzature attrezzature impiegate" nell'attività considerata. Simili ordinanze in passato hanno prodotto reazioni, specialmente da parte della sinistra, a dir poco consistenti, ma anche dall'Anci e dalla Caritas. Vi sono stati diversi contenziosi giudiziari. 
Per esempio è stato accertato che è “illegittimo un provvedimento contingibile e urgente (…) ove non sia stata dimostrata, con idonea motivazione, l'esistenza di un pericolo imminente, tanto grave da legittimare la estrema misura (…) che costituisce certamente il sacrificio totale dell'interesse dei privati. L'aver disposto (…) senza farsi carico di motivare sulle eventuali possibilità alternative (…) costituisce inoltre violazione del principio di proporzione tra interesse pubblico che si intende tutelare e l'interesse privato sacrificato" (cfr. Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, sentenza 9 ottobre 2002 n. 582, in Giustizia amministrativa 2002, pagg. 1375 e ss.) "(…) l'ordine impartito (è) illegittimo anche per violazione del generalissimo principio di proporzionalità, che fa obbligo ad ogni Autorità amministrativa di prescegliere nell'esercizio dei propri poteri discrezionali il mezzo meno gravoso a carico dei soggetti incisi" (TAR Lombardia - sede di Brescia, decreto presidenziale 18 gennaio 2002 n. 41 in Giustizia amministrativa 2002, pagg. 87 e ss.).
Per non parlare della Corte Costituzionale del 2011, che l'Amministrazione di Monfalcone conosce, visto che è stata citata nell'ordinanza, con la quale emerge anche in sostanza che simili ordinanze avrebbero violato anche l’articolo 3 e l’articolo 23 della Costituzione Italiana, in quanto “nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”. Ed a quanto pare, dopo questa ordinanza, che ha certamente una motivazione, che probabilmente segue accertamenti, che comunque sarebbe interessante conoscere specialmente quando si scrive "si atteggiano in modo vessatorio ed insistente o esibiscono e simulano malformazioni o menomazioni" in base ai principi giurisprudenziali e di diritto ora succintamente enunciati potrebbe essere non legittima. 
Ma se ciò non bastasse a Monfalcone vi è chi pretende simili misure anche per il  noto parcheggio del centro commerciale situato alle porte della città. Parcheggio privato, anche se a disposizione del pubblico, invocando l'intervento della proprietà del centro commerciale per allontanare chi chiede l'elemosina. Ora, è innegabile che a volte le richieste di elemosina possono essere percepite come fastidiose, specialmente quando queste si verificano presso luoghi sensibili, ma da qui a dire che sussistono problemi di una gravità tale da minacciare l'incolumità' pubblica e la sicurezza urbana, delle perplessità sussistono e poi possibile che non esistono altre vie che rincorrere stili politici e soluzioni “repressive” tipiche poi della destra? Sarebbe anche interessante conoscere, ad esempio, quanti sono stati i casi denunciati alle autorità, di accattonaggio “molesto, ma anche sapere se le persone che chiedono l’elemosina sono state avvicinate dai servizi sociali del Comune e se sono state accertate le loro reali condizioni di indigenza ecc ed in che modalità o quali soluzioni alternative, rispetto a quelle come emanate dall'ordinanza che si commenta, sono state tentate o proposte nel merito della questione.

Commenti

Post popolari in questo blog

Nova Gorica interrompa i rapporti con Gorizia

Non è la prima volta e non sarà forse neanche l'ultima volta che Gorizia e l'Italia dovranno vivere un sabato nero. Ricevere certi nostalgici è un qualcosa di veramente incomprensibile che continua a trovare spazio e legittimazione in una zona di confine come questa che ha conosciuto più che altrove le barbarie compiute soprattutto contro gli sloveni. Non è un caso che anche Gorizia ha avuto il suo Narodni dom. Il 4 novembre del 1926, sei anni dopo l'incendio del Narodni dom,un manipolo di fascisti, festeggiando la Celebrazione della vittoria, entrarono violentemente nelle sale del Trgovski Dom, gettando in cortile libri, mobili, oggetti, tutto quello che si poteva gettare venne gettato via fino a costituire un mucchio da bruciare. E bruciarono libri, documenti, mobili,oggetti, simboli, bruciarono l'identità slovena, il riscatto sloveno, tra una folla di cittadini che osservava anche applaudendo ed inneggiando Viva l'Italia. E' inaccettabile che nella Repubbli…

Clara Petacci è stata violentata ?

Chi è Clara Petacci? Chi sono i Partigiani? Domande legittime, anzi doverose perchè le nuove generazioni non conoscono la storia, e quando leggi che per molti studenti tedeschi Hitler altro non era che un democratico, allora comprendi che quando si parla di tematiche calde e delicate che hanno segnato la storia del secolo scorso, non si deve mai dare nulla per scontato. Nella serata del 6 luglio 2012 Rai tre,conosciuto come canale di sinistra, oggi io direi sinistra sinistrata, ha trasmesso un programma storico interessante che riguardava la Marcia su Roma, la morte ed i misteri di Mussolini. Il programma era la Grande Storia. Ha voluto conferire una diversa visione della verità storica ufficiale conferendo grande credito a teorie sostenute specialmente dai nostalgici del fascismo. Certo la storia o meglio la verità storica per essere tale non dovrebbe essere politicizzata, ma ciò è a dir poco impossibile visto il funzionamento della società. Ieri sera mi son voluto mettere nei panni di un …

Crisi Eaton Monfalcone un fronte unico per mantenere lo stabilimento

Nel consiglio comunale straordinario di Monfalcone, convocato per la questione Eaton, sono emerse con estrema chiarezza alcuni punti fermi per i lavoratori, forse non molto fermi per una certa politica. E' emerso con evidenza la necessità di essere tutti uniti, che ognuno faccia il proprio dovere nei limiti delle proprie possibilità e funzioni, perchè a Monfalcone la "crisi" Eaton intendendosi per crisi la scelta unilaterale aziendale di chiudere baracca per andare altrove, è effettivamente un qualcosa che ancora non è stato forse compreso bene da tutti dove può portare.  Quando si dice che oltre 200 famiglie andranno in condizione di povertà, di precarietà totale, che si aggiungeranno già ad altre migliaia di famiglie senza lavoro, in una provincia maglia nera per l'occupazione, quale quella goriziana, significa dire che la situazione effettivamente ha delle potenzialità implosive ed esplosive sociali enormi. Quella fabbrica ha una storia di lotte importanti nel m…