I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Il libretto del lavoro di Ronchi nel 1921 e l'utilizzo della dicitura "Municipio di Ronchi"


Sturnich Antonio, classe 1896, nato a Ronchi sotto l'Impero Austroungarico, conoscerà poi il regno d'Italia, il fascismo, l'occupazione nazista, la lotta di liberazione, i 42 giorni di amministrazione provvisoria Jugoslava, poi quella angloamericana, per arrivare all'esercizio della sovranità come oggi sussistente dell'Italia.
Esperienza di vita, quale quella di attraversare i processi che hanno caratterizzato le due grandi guerre mondiali, a dir poco particolare che certamente in questo meraviglioso ma difficile fazzoletto di terra ha coinvolto tantissime persone.
Ritornando su Ronchi, fino al 1925 si chiamava Ronchi di Monfalcone, come è noto, poi tristemente diventerà Ronchi dei legionari, ma anche Sturnich Antonio, come tanti altri, conoscerà l'italianizzazione fascista sulla propria pelle, il proprio cognome verrà italianizzato con decreto prefettizio di Trieste negli anni '30.
In un colpo solo sradicata una identità storica, famigliare, sociale, culturale. Identità che il Comune di Ronchi, pur essendo prima del cambio di denominazione, Ronchi di Monfalcone, continuava a mantenere fermamente e decisamente autonoma rispetto all'essere di Monfalcone. 
Ed infatti, per esempio, nel libretto del lavoro del 1921, si leggerà “Municipio di Ronchi ( Venezia Giulia)” ed anche i diritti d'ufficio dal costo di 50 centesimi indicavano la scritta “ Municipio di Ronchi e non di Ronchi di Monfalcone. Libretto del lavoro nel quale veniva richiesta la religione, e poi, sempre per consentire l'identificazione della persona “la bocca, la fronte ,il naso, gli occhi,ciglia e sopracciglia, mento,viso, colorito,barba e segni particolari”.


Poi Sturnich non solo, come scritto, vedrà il proprio cognome essere italianizzato, ma anche il nome di Ronchi subire quella che io ho definito se non la prima una delle prime operazioni di romanizzazione fascista della toponomastica italiana, per divenire Ronchi dei Legionari in memoria di quella scellerata marcia di occupazione di Fiume, ancora oggi in modo incomprensibile ed irresponsabile celebrata. E da quel momento, tutti gli atti che seguiranno non porteranno più  dunque la dicitura Ronchi seppur "Ronchi di Monfalcone", ma Ronchi dei legionari come per esempio nel libretto paga degli anni '30 che ho avuto modo di visionare. 

Marco Barone

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