Se il tempo si è fermato in quel 25 gennaio 2016

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  Dopo dieci anni decidi di andare a rileggere le prime dichiarazioni a caldo, del dittatore egiziano, pronunciate dopo il ritrovamento del corpo di Giulio. La freddezza di stile istituzionale, le solite clausole di stile verrebbe da dire, dalle condoglianze, alle esortazioni per venire a conoscenza delle ragioni che hanno portato all'uccisione di Giulio e poi gli elogi, immancabili, reciproci, si legge : " Renzi ha ringraziato  Sisi per le sue sincere condoglianze, elogiando uno spirito di cooperazione dimostrato dalla parte egiziana " . Parole. Che lasciano il segno. Certo, poi verrà richiamato per consultazioni l'ambasciatore, ma la sensazione che quel gesto del richiamo fu più per una maschera politica che per reale convinzione nessuno la potrai mai e poi mai cancellare, anche perché poi hanno parlato i fatti. I soldi, gli accordi, il commercio, le relazioni politiche, la strepitosa normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto, dal turismo, alla ricerca, beff...

Il libretto del lavoro di Ronchi nel 1921 e l'utilizzo della dicitura "Municipio di Ronchi"


Sturnich Antonio, classe 1896, nato a Ronchi sotto l'Impero Austroungarico, conoscerà poi il regno d'Italia, il fascismo, l'occupazione nazista, la lotta di liberazione, i 42 giorni di amministrazione provvisoria Jugoslava, poi quella angloamericana, per arrivare all'esercizio della sovranità come oggi sussistente dell'Italia.
Esperienza di vita, quale quella di attraversare i processi che hanno caratterizzato le due grandi guerre mondiali, a dir poco particolare che certamente in questo meraviglioso ma difficile fazzoletto di terra ha coinvolto tantissime persone.
Ritornando su Ronchi, fino al 1925 si chiamava Ronchi di Monfalcone, come è noto, poi tristemente diventerà Ronchi dei legionari, ma anche Sturnich Antonio, come tanti altri, conoscerà l'italianizzazione fascista sulla propria pelle, il proprio cognome verrà italianizzato con decreto prefettizio di Trieste negli anni '30.
In un colpo solo sradicata una identità storica, famigliare, sociale, culturale. Identità che il Comune di Ronchi, pur essendo prima del cambio di denominazione, Ronchi di Monfalcone, continuava a mantenere fermamente e decisamente autonoma rispetto all'essere di Monfalcone. 
Ed infatti, per esempio, nel libretto del lavoro del 1921, si leggerà “Municipio di Ronchi ( Venezia Giulia)” ed anche i diritti d'ufficio dal costo di 50 centesimi indicavano la scritta “ Municipio di Ronchi e non di Ronchi di Monfalcone. Libretto del lavoro nel quale veniva richiesta la religione, e poi, sempre per consentire l'identificazione della persona “la bocca, la fronte ,il naso, gli occhi,ciglia e sopracciglia, mento,viso, colorito,barba e segni particolari”.


Poi Sturnich non solo, come scritto, vedrà il proprio cognome essere italianizzato, ma anche il nome di Ronchi subire quella che io ho definito se non la prima una delle prime operazioni di romanizzazione fascista della toponomastica italiana, per divenire Ronchi dei Legionari in memoria di quella scellerata marcia di occupazione di Fiume, ancora oggi in modo incomprensibile ed irresponsabile celebrata. E da quel momento, tutti gli atti che seguiranno non porteranno più  dunque la dicitura Ronchi seppur "Ronchi di Monfalcone", ma Ronchi dei legionari come per esempio nel libretto paga degli anni '30 che ho avuto modo di visionare. 

Marco Barone

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