Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Grande Guerra: Il monumento ai due siciliani sul carso di Ronchi, la morte mutata in eroismo

Sulle prime alture sopra Selz, a pochi passi da dove nel '43 nascerà il primo nucleo di resistenza armata contro il  nazifascismo nel nostro territorio, la Brigata Proletaria, nel silenzio interrotto di rado da qualche schiaffo di Bora o Scirocco, pare di attraversare una pianura arida ed affascinante della Sicilia. E poi, tra qualche palo divorato dalla ruggine, e pali senza bandiere, incisioni sulla dura pietra ricordano la morte di due soldati siciliani trasformati in eroi. Tanti meridionali vennero strappati dalle loro terre per andare a conquistare città e luoghi di cui non conoscevano neanche l'esistenza, alcuni lo fecero con convinzione, pensando "viva l'Italia" invocando la morte, pur senza sapere cosa significasse morire maciullati sotto spesso la guida criminale di capi ancora oggi onorati, altri, la maggioranza perché semplicemente costretti ed il rifiuto alla costrizione spesso punito con la vigliacca fucilazione.
In alto la triscele, ovvero la trinacria, il simbolo della Sicilia.

Poi un verso, in stile dannunziano, ma pare essere stato scritto da Enzo Geraci il 15 settembre del 1915, un mese prima della sua morte. “Quando si combatterà attorno le mura di Trieste ogni più umile fantaccino d'Italia diventerà un eroe combatterà solo col cuore e solo guida sarà l'entusiasmo”.


Pare che Geraci fosse anche un giocatore di calcio, della Garibaldi, da cui poi deriverà il Messina Calcio. Questa la motivazione dell'onorificenza a lui riconosciuta: Sottotenente di Fanteria 76° reggimento, la compagnia del 1° battaglione luogo di nascita: Messina “In un’azione di avanzata generale, sotto l’imperversare del fuoco di artiglieria e fanteria avversarie, condusse con grandissimo slancio il proprio plotone alle trincee nemiche, precedendo sempre ed animando i suoi, fulgido esempio di valore fino a quando, raggiunto il reticolato nemico, vi si gettò primo arditamente, svellendone egli stesso, con le mani, i paletti e trovandovi, insieme con numerosi suoi soldati, morte gloriosa. Cave di Selz, 21 ottobre 1915”

E poi l'altro soldato, Giovanni Guccione, nato a Gela, anche se in verità nacque a Terranova di Sicilia, che diventerà Gela solo nel 1927 circa sotto il fascismo. Anche lui premiato: Sottotenente di cpl. 76° reggimento della brigata "Napoli" luogo di nascita: Gela “Con eroico impeto e foga trascinatrice, alla testa del suo plotone, raggiunse un reticolato nemico, e vi si internò svellendone egli stesso i paletti e trovandovi, nella sosta obbligata, che lo espose a violentissime raffiche di fuoco, onorata e gloriosa morte. Cave di Selz, 21 ottobre 1915”
Poi il simbolo del Comune di Trieste e quello dell'Anca.


A quota 66 sulle alture di Selz, esempi di come la morte e la conduzione alla morte divennero atto di eroismo in quella sventura disumana, in quella immensa macelleria umana, quale la grande guerra, per quel maledetto nazionalismo che solo morte e tragedie e violenze ha diffuso. A quota 66 un monumento solitario ed isolato in un territorio che per secoli ha fatto parte dell'Impero Austroungarico le cui radici non potranno essere mai spezzate da nessun atto di eroismo emulato, costruito ed imposto.Anche perché spesso, all'atto "eroico", non vi era alternativa se non quella della fucilazione per mano del proprio esercito. 


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