Passa ai contenuti principali

Grande Guerra: Il monumento ai due siciliani sul carso di Ronchi, la morte mutata in eroismo

Sulle prime alture sopra Selz, a pochi passi da dove nel '43 nascerà il primo nucleo di resistenza armata contro il  nazifascismo nel nostro territorio, la Brigata Proletaria, nel silenzio interrotto di rado da qualche schiaffo di Bora o Scirocco, pare di attraversare una pianura arida ed affascinante della Sicilia. E poi, tra qualche palo divorato dalla ruggine, e pali senza bandiere, incisioni sulla dura pietra ricordano la morte di due soldati siciliani trasformati in eroi. Tanti meridionali vennero strappati dalle loro terre per andare a conquistare città e luoghi di cui non conoscevano neanche l'esistenza, alcuni lo fecero con convinzione, pensando "viva l'Italia" invocando la morte, pur senza sapere cosa significasse morire maciullati sotto spesso la guida criminale di capi ancora oggi onorati, altri, la maggioranza perché semplicemente costretti ed il rifiuto alla costrizione spesso punito con la vigliacca fucilazione.
In alto la triscele, ovvero la trinacria, il simbolo della Sicilia.

Poi un verso, in stile dannunziano, ma pare essere stato scritto da Enzo Geraci il 15 settembre del 1915, un mese prima della sua morte. “Quando si combatterà attorno le mura di Trieste ogni più umile fantaccino d'Italia diventerà un eroe combatterà solo col cuore e solo guida sarà l'entusiasmo”.


Pare che Geraci fosse anche un giocatore di calcio, della Garibaldi, da cui poi deriverà il Messina Calcio. Questa la motivazione dell'onorificenza a lui riconosciuta: Sottotenente di Fanteria 76° reggimento, la compagnia del 1° battaglione luogo di nascita: Messina “In un’azione di avanzata generale, sotto l’imperversare del fuoco di artiglieria e fanteria avversarie, condusse con grandissimo slancio il proprio plotone alle trincee nemiche, precedendo sempre ed animando i suoi, fulgido esempio di valore fino a quando, raggiunto il reticolato nemico, vi si gettò primo arditamente, svellendone egli stesso, con le mani, i paletti e trovandovi, insieme con numerosi suoi soldati, morte gloriosa. Cave di Selz, 21 ottobre 1915”

E poi l'altro soldato, Giovanni Guccione, nato a Gela, anche se in verità nacque a Terranova di Sicilia, che diventerà Gela solo nel 1927 circa sotto il fascismo. Anche lui premiato: Sottotenente di cpl. 76° reggimento della brigata "Napoli" luogo di nascita: Gela “Con eroico impeto e foga trascinatrice, alla testa del suo plotone, raggiunse un reticolato nemico, e vi si internò svellendone egli stesso i paletti e trovandovi, nella sosta obbligata, che lo espose a violentissime raffiche di fuoco, onorata e gloriosa morte. Cave di Selz, 21 ottobre 1915”
Poi il simbolo del Comune di Trieste e quello dell'Anca.


A quota 66 sulle alture di Selz, esempi di come la morte e la conduzione alla morte divennero atto di eroismo in quella sventura disumana, in quella immensa macelleria umana, quale la grande guerra, per quel maledetto nazionalismo che solo morte e tragedie e violenze ha diffuso. A quota 66 un monumento solitario ed isolato in un territorio che per secoli ha fatto parte dell'Impero Austroungarico le cui radici non potranno essere mai spezzate da nessun atto di eroismo emulato, costruito ed imposto.Anche perché spesso, all'atto "eroico", non vi era alternativa se non quella della fucilazione per mano del proprio esercito. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Per la prima volta nella storia di Ronchi arriva l'antimafia

No, nessun effetto  cinematografico. Niente sirene spiegate, palette fuori dall'auto in corsa. Niente poliziotti con il passamontagna. Ma in una regione come il Friuli Venezia Giulia non più isola felice, ma presa di mira dalla camorra e dalla 'ndrangheta in particolar modo ,quando si realizzano cantieri ed opere di una certa rilevanza bisogna metterlo in conto. Cosa? L'accesso del gruppo interforze che ha la scopo di intervenire per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti. 
Il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze  ed al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal prefetto, il gruppo interforze redige, entro trenta giorni, la relazione contenente i dati e le informazioni acquisite nello svolgimento dell'attività ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha disposto l'accesso. Il prefetto,  una volta acquisita la relaz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…