Passa ai contenuti principali

Numero Zero, un piccolo libro che schiaffeggia il giornalismo italiano a partire dal metodo Boffo

Il 6 giugno del 1992 moriva Martin Goodman editore americano che ha curato una miriade di riviste, libri tascabili,fumetti, e noto al grande pubblico per aver lanciato la madre della Marvel Comics. No, numero zero non è un fumetto, ma neanche il tipico romanzo al quale ci ha abituato nel corso della sua lunga attività culturale Eco. Breve, semplice, e di facile ed immediata lettura, un romanzo che inizia il 6 giugno del 1992, anno drammatico per la storia d'Italia, che pare aver già rimosso dalla propria memoria, salvo qualche foto e ritualità sussistente. Romanzo che è stato recensito diverse volte, forse senza neanche averlo letto, che prende letteralmente a schiaffi il modo di fare giornalismo in Italia,  giornalismo che non ha reagito ma applaudito questo romanzo, similmente per come accaduto con l'oramai ex Presidente della Repubblica all'atto del suo discorso di insediamento, un discorso con il quale schiaffeggiava i parlamentari e questi reagivano applaudendo. Certo, si dirà, si denuncia quello che è accaduto in quel periodo temporale, ma siamo certi che le cose sono cambiate? Che è mutato il modo di fare informazione? Eppure il noto metodo Boffo risale al 2009 d'altronde se il giornale intorno al quale ruoterà tutta la vicenda si chiamerà il "Domani" un motivo ci sarà.
Si rimpiange la Milano d'altri tempi, dai canali non più visibili, dalle balconate che ricordavano Napoli pur non essendo Napoli, ma la trasformazione del dopoguerra ha profondamente cambiato la fisionomia di Milano. Si criticheranno scrittori che in Italia sono stati elevati sull'altare della massima gloria, come D'Annunzio, definito, giustamente a parer mio, come “cattivo scrittore” e ci sarà un cinismo che non può lasciare indifferenti. Si decide di reclutare una squadra di perdenti ed illusi, precari che sperano di aver trovato finalmente la via giusta per il loro sogno o lavoro, per un giornale che non dovrà mai uscire, ma questo loro non lo sapranno mai, salvo il protagonista del libro e la ragazza di cui si innamorerà alla quale svelerà questo segreto, ma per i soldi si decide di stare al gioco per poi partire e mollare tutto, salvo imprevisti, imprevisto che arriverà, in modo anche fugace, forse perché Eco non vedeva l'ora di finire questo libro. Giocare con le illusioni altrui, i sogni altrui, reclutare perdenti, etica inesistente, è la realtà che sussiste oggi giorno. In un giornalismo, salvo le dovute eccezioni, che crea la notizia perché così ha deciso il finanziatore ed il finanziatore lo ha deciso per tutelare i propri interessi, decidendo cosa o non cosa debba essere pubblicato, ma il giornale si trova a doversi confrontare con una sorta di partita di ping pong, perché fino a quando i lettori decidono di partecipare al gioco della notizia che notizia non è, ad essere condizionati dai media senza usare il proprio cervello, ebbene la partita può continuare, ma quando il lettore raggiungerà lo stato di consapevolezza ponendosi semplicemente delle domande,forse tutto questo verrà meno. D'altronde non è un mistero che esiste una chiara regia nell'informazione del sistema, con una puntualità degna del miglior  orologio svizzero,  decidono quale deve essere la notizia delle notizie, quale invece la notizia che notizia non è diventata che deve semplicemente sparire. Sincronismo del potere mediatico. 
Ma il giornalismo è fatto anche di dossier, dossier per ricattare perché tutti i potenti e meno potenti hanno sempre qualche scheletro nell'armadio, e se questo non sussiste lo si può sempre creare fomentando dubbi e sospetti determinanti per la via del ricatto. Vi sarà molto di reale, ma molto anche di mera finzione letteraria. 
Come l'oramai noto caso, per chi ha letto il libro, del sosia di Mussolini, perché a piazzale Loreto sarebbe stato esposto il falso Mussolini, all'insaputa dei partigiani, quello vero invece era riuscito a fuggire in Argentina o nel Vaticano per poi dover essere esposto come simbolo del rinascente fascismo che nel '69 è fallito per un soffio con quella strategia della tensione che verrà sfiorata nel libro, senza nulla aggiungere a quanto già noto incluso il caso di Peteano, evento fondamentale nella strategia della tensione perché segna una rottura importante che nel libro viene presentata come un fatto tipico della strategia della tensione per dare la colpa alla solita sinistra. 
In realtà, a parer mio,  la bomba di Peteano è stata una guerra all'interno dello Stato tra apparati dello stesso Stato, ed i carabinieri sono stati colpiti proprio perché carabinieri, a partire dalla scoperta non casuale del deposito di Aurisina,usato principalmente da forze fasciste. 
Comunque sia va dato il merito ad Eco di essere riuscito in poche pagine ad inculcare piccole ma importanti informazioni sulla strategia della tensione, Gladio, servizi ecc, che possono raggiungere la massa con estrema facilità. Insomma un piccolo libro, un piccolo romanzo che offre diverse riflessioni e che se fosse stato scritto probabilmente da qualche altro scrittore, meno noto rispetto ad Eco, forse sarebbe stato anche ignorato se non fortemente criticato proprio da quella stampa, o meglio sistema di stampa, che il libro attacca. Probabilmente siamo al punto zero della libertà d'informazione in Italia,  pur essendo un libro ambientato nel 1992, nonostante gli appelli retorici successivi ai fatti di Parigi, internet certamente può essere un vero terremoto in tal senso, cosa che è stata compresa e per questo è finito e continuerà a finire nella rete della censura a partire dall'oblio...

Commenti

Post popolari in questo blog

Passo dopo passo il Nord è conquistato da chi vuole "l'indipendenza della Padania"

Ciò che non è entrato dalla porta principale, entra, anno dopo anno, passo dopo passo, in modo sistematico, con estrema pazienza ed intelligenza politica, dalle finestre che connotano la casa del Nord. Un Nord che è uscito con le ossa fratturate dalla crisi del 2007, divenuto isola felice per le mafie, per la corruzione, ma che ha continuato ad essere rispetto al Sud sempre il locomotore dell'Italia, Paese che sta all'Europa come il Sud Italia sta al Nord Italia. Ed il Nord non ci sta più. Pensiamo al Friuli Venezia Giulia, dove cortocircuiti storici sono anche visibili. Ovunque piazze dedicate all'Unità d'Italia che qui non poteva essere festeggiata perchè quando questa raggiunta non era mica contemplata l'Italia, ma si era in gran parte in quello che veniva definito come l'Impero felice a cui è stata anche dedicata una piazza e si continuano a dedicare statue o celebrarne i fasti nobiliari. E poi sarà in prima linea su due fronti di guerra catastrofici, la …

Quel grave gesto di farsi fotografare alla tomba di Giulio Regeni. Violato il rispetto

Ci sono tombe diventate luoghi cult come quella di Jim Morrison, Oscar Wilde, che le guide turistiche non possono non indicare perchè è così che va il mondo. Ci sono tombe che sono espressione della grandezza storica di certi e dati eventi, come quelle dei partigiani, tutti luoghi dove farsi fotografare è legittimo. E poi ci sono luoghi dove dovrebbe governare l'assoluto buon senso e senso del rispetto. Siamo oramai entrati nel pieno del terzo anno dalla scomparsa di Giulio, tre anni di atroci e durissime lotte da parte della famiglia prima di tutto, tre anni alla ricerca continua e costante di quella verità per Giulio che è stata negata, compromessa, a colpi di effetti teatrali, menzogne, depistaggi, con l'aggravante di chi ha rappresentato l'Italia di effettivamente chinarsi ed arrendersi al torto di stato del compromesso. Se nel corso di questi anni praticamente non è mai circolata la foto della tomba di Giulio, qualcuno si sarà posto un minimo perchè? Già la famiglia …

Se toccare il seno della statua di Giulietta è di buon auspicio, perchè?

Città che vai, tradizione o superstizione che troverai. In pieno centro a Monaco vi è la statua di Giulietta, donata dalla città di Verona. Una foto con Giulietta è immancabile a Monaco così come toccare il suo seno destro è un gesto molto diffuso. Ed è stato toccato tante di quelle volte che  praticamente è stato consumato dalla "passione" dei passanti tanto che ha assunto una tonalità più chiara rispetto al resto della statua. Ma da dove nasce questa superstizione? Perchè toccare il seno destro di Giulietta sarebbe di buon auspicio? Ognuno avrà una sua risposta, e Giulietta non può fare altro che subire questo rito. Un rito che accomuna diverse città, perchè la statua di Giulietta la si può trovare in diverse località oltre ovviamente che a Verona. A Monaco ve ne sono due, una prima copia donata dalla Cassa di Risparmio di Verona nel 1974, si trova ai piedi della torre dell’antico municipio a Marienplatz. La seconda si trova nel parco di Shakespeare Platz. Monaco e Vero…