I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

#‎CharlieHebdo‬ il Comune di Ronchi con la bandiera a mezz'asta in segno di lutto


Ronchi, città ove è nata la resistenza armata contro il nazifascismo, ove è nata la Brigata Proletaria per le vie di Selz, simbolo concreto anche dell'unione, nei valori dell'antifascismo, tra italiani e sloveni, città che ha conosciuto il senso della resistenza, ha deciso di issare la bandiera italiana e quella europea a mezz'asta in segno di lutto per il dramma di Parigi. Fatto che è soggetto a diverse strumentalizzazioni, in una Europa che vede buona parte dei media e del sistema essere governato da un sentimento di rivalsa che rischia di andare oltre il reale accadimento delle cose. Chi lo chiama terrorismo, chi atto di guerra, chi dichiarazione di guerra, potrebbe invece essere una maledetta vendetta governata da sentimenti reazionari di matrice religiosa quel brutale e vigliacco gesto che ha condotto alla morte a colpi di Kalashnikov dodici persone. Comunque sia è innegabile che trattasi di un gesto, pur inspiegabilmente sfuggito alle logiche di prevenzione, degno del peggior fascismo, quel fascismo che l'Italia ha ben conosciuto anche con il suo terrorismo organizzato sino alla fine del secolo scorso e che a quanto pare, come hanno evidenziato i recenti fatti di cronaca, qualcuno sembra voler riproporre.
Un gesto simbolico che vale più di un fiume di parole quello intrapreso dal Comune di Ronchi che è stata una delle prime realtà del Friuli Venezia Giulia ma anche d'Italia a voler condividere il senso della condanna attraverso la bandiera a mezz'asta. Atto che condivido e che forse andava esteso, in via complessiva, anche ad altri fatti identici o similari. Ciò perché la violenza che ha subito Parigi si pone da un certo punto di vista in continuità,appunto, con altri fatti sanguinari che hanno colpito non solo l'Europa ma anche diversi Paesi, come il Pakistan, a cui a nessuno sembra importare. Fatti che rischiano, nel tempo della grande crisi sociale, nel ritorno dei nazionalismi, dei nuovi fascismi e dell'intolleranza, spesso determinata da ignoranza, di sfociare in altra violenza reazionaria, cosa che deve essere assolutamente evitata e condannata e fermata. Non siamo in guerra, non è in corso scontro tra civiltà e non dobbiamo permettere a nessuno di intraprendere una nuova guerra ma dovranno essere la forza delle comunità, tutte, dell'integrazione, del rispetto reciproco, nella condivisione della diversa cultura, nella condivisione dei valori dell'antifascismo, quelle deputate a far calmare le acque ed isolare sino all'estinzione atti e fatti reazionari che dividono la società, già dopata da esasperato individualismo, in falsi e demagogici moralismi che gettano, volutamente e barbaramente, benzina sul fuoco, quel fuoco che è stato proprio l'Occidente a determinare con sue immani responsabilità liquidate in fretta e furia con il semplicismo e la banalità dell'errore.

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