Passa ai contenuti principali

The Virtual real life

Società dell'otre 3.0, minimalismo essenziale, realismo virtuale nella virtualità reale. Sarà la sopravvivenza nella pillolizzazione  esistenziale. Una sola veste, vestirà la nudità del corpo umano. Impulsi, onde invisibili, vibrazioni silenti, automatizzazione dell'individuo, diventato surrogato di se stesso. Non conoscerai più la luce del sole, il chiarore della luna, nulla. Non avrai bisogno né della luce, né del buio. Buio e luce saranno una sola cosa nella solitudine reale smarritasi nella socialità della comunità internauta. Non avrai più bisogno di conoscere. Ogni domanda avrà una risposta e la risposta è nello spazio in cui sei immerso. Non avrai più bisogno di ragionare. Sarai solo una macchina che seguirà l'istinto domato nella domesticità della quotidianità. Sarai un numero infinitesimale nella complessa e diabolica combinazione di numeri che governeranno il sistema. Il tuo spazio vitale sarà di pochi metri quadrati. Una sola stanza dalla quale dipenderai. La tua stanza sarà la tua casa, la tua casa sarà il tuo mondo ed il mondo la tua casa. Le mani scivoleranno nel vuoto, ogni gesto sarà una interazione con l'altro, l'altro tuo simile, che non potrai toccare, non potrai guardare, non potrai respirare, eppure i tuoi sensi, aumentati nello spazio, ti condurranno nella convinzione di averlo toccato, guardato, respirato. Ma sarà solo finzione e convenzione, quella che tu non hai firmato, ma che sarai costretto ad ottemperare, pur non sapendo di ottemperare una convenzione.
Ma questo non importerà più.
Ogni movimento di testa sarà una svolta verso un nuovo angolo nel mondo che vivrai. La vita virtuale reale sarà la tua vita. Una vita che non conoscerà più la differenza tra l'inizio e la fine, senza soluzione di continuità per quella eternità che hai sempre cercato. L'emozione sarà solo una vibrazione silente che sfiorerà un nervo corporeo. Ora è tua, pur non essendo tua, ora sei tu pur non essendo più. Ci son voluti pochi lustri per arrivare al punto di non ritorno. All'inizio presentarono il tutto come modernità e novità, poi come comodità, poi come essenzialità, poi come obbligatorietà, poi come quell'oltre che avrebbe oltrepassato ogni senso di mortalità. Finalmente, dopo aver per secoli battuto il tasto di dio, ora tu sarai dio, il dio del tuo mondo. Un mondo solo e solo per te, fino all'estinzione della razza non razza più masochista dell'intero universo, quella umana.
Benvenuto. 
Questa è The Virtual Real Life, anestetizzata in un banale VRL.
Dove sarai una maschera inconsapevole di te stesso.
Comunque non si esclude una sussistente possibilità. Che il tutto possa essere, volgarmente scrivendo, una figata immensa. Come sempre, questione di prospettiva a colpi di click. 


Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell…