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In Veneto si approva la festa della famiglia naturale,una legge indegna che coinvolgerà anche le scuole

Il Consiglio Regionale del Veneto nella 215ª Seduta pubblica di Martedì 14 ottobre 2014 con la Deliberazione n. 92 ha impegnato la Giunta Regionale “ad individuare una data per la celebrazione della Festa della Famiglia Naturale, fondata sull'unione fra uomo e donna, promuovendone sia direttamente che indirettamente attraverso scuole, associazioni ed Enti Locali la valorizzazione dei principi culturali, educativi e sociali; a chiedere al Governo centrale la non applicazione del Documento Standard per l'educazione sessuale in Europa redatto dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità”. A quanto pare la Giunta ha individuato nel giorno 23 dicembre la giornata della festa della Famiglia naturale che rischia di coinvolgere anche le scuole. 

Testo delibera
Nella premessa della deliberazione si evince che “ la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l'istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita e l'unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà, anche attraverso gli istituti dell'affidamento e dell'adozione"  che in tutto il Paese, “con il pretesto di combattere "inutili" stereotipi, si stanno moltiplicando i casi di aperta propaganda contro la famiglia naturale, soprattutto nel mondo scolastico, con proiezione di film e sitcom gay, diffusione di fiabe rivedute e corrette in chiave omosessuale consegnate ai bimbi della scuola dell'infanzia e pubblicate dall'UNAR, ufficio che dipende dal Dipartimento Pari Opportunità che a sua volta fa capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. É legittimo e condivisibile che nelle scuole si insegni a non discriminare i gay o altre minoranze, ma questo non deve necessariamente comportare l'imposizione di un modello di società che prevede l'eliminazione delle naturali differenze tra i sessi"; che “ nel Liceo Giulio Cesare di Roma i professori hanno imposto ad allievi minorenni la lettura di un romanzo, a forte impronta omosessualista, dal titolo "Sei come sei" della scrittrice Melania Mazzucco (Edizioni Einaudi), alcuni passi del quale rivelano, in realtà, un chiaro contenuto pornografico descrivendo fra l'altro nei dettagli un rapporto orale fra due maschi; - in numerose scuole italiane, nello scorso mese di marzo e in occasione della c.d. "settimana contro il razzismo", è stata proiettata a un pubblico di minori la sitcom gay "Vicini", con numerose polemiche e proteste da parte delle Associazioni dei Genitori. Nel video in questione vengono pronunciate frasi come: "La famiglia tradizionale deve finire" o si assiste a scene di gay che si sposano davanti a un prete, a sua volta omosessuale” ; che “nella scuola materna "I sei colori di Ugo" a Roma si è deciso quest'anno di sostituire la festa del papà con una più inclusiva "festa delle famiglie" per non discriminare una bambina con due madri lesbiche;- la strategia dell'UNAR mira nei fatti a destrutturare la famiglia naturale, impartendo già nei soggetti più deboli ed in crescita questi insegnamenti; che “nell'opuscolo dell'UNAR, dedicato ai docenti, viene richiesto a chi insegna di "non usare analogie che facciano riferimento a una prospettiva etero normativa in quanto tale punto di vista, ad esempio, potrebbe assumersi nell'assunzione che un bambino da grande si innamorerà di una donna e la sposerà" che “ si sta applicando in numerose scuole materne ed elementari d'Italia il documento Standard per l'educazione sessuale in Europa che prevede tra l'altro, nella fascia di età fra i 4 e 6 anni, l'introduzione alla masturbazione infantile precoce, capacità di identificare i genitali nei dettagli e l'identità di genere, ovvero la scelta se essere maschietti o femminucce che “- la legge c.d. "Scalfarotto", approvata alla Camera e in discussione attualmente al Senato, parifica l'omofobia ai reati già condannati dalla legge Mancino (razzismo, antisemitismo, etc.). Una volta approvata la legge in via definitiva, chi ad esempio si dichiarerà contrario al matrimonio fra persone dello stesso sesso sarà punito con 1 anno e 6 mesi di reclusione (che possono arrivare a 4 anni se il reato è svolto in forma associativa). Lo Stato avrà l'obbligo di procedere d'ufficio anche se la persona ritenuta offesa dovesse ritirare la querela”.




Considerazioni su testo delibera
 

Una infinità di boiate pazzesche. 
In primo luogo da nessuna parte vi è scritto che la famiglia intesa come unione matrimoniale tra uomo e donna è l'istituzione naturale, l'unico concetto che emerge di naturale, nel nostro ordinamento, è riferito allo status di famiglia intesa come entità autonoma rispetto allo Stato, nulla di più nulla di meno. Insomma dogmi religiosi, errati, che negano diritti giusti a coppie omosessuali. Così come è una grande falsità e menzogna il fatto che coloro che si battono per l'estensione dei diritti civili alle coppie omosessuali ma anche di fatto, cosa che spesso si dimentica, si scagliano contro i diritti di chi oggi usufruisce del privilegio degli atti conseguenti al matrimonio come riconosciuto nel nostro ordinamento. Chiedere l'estensione dei diritti come riconosciuti alle coppie eterosessuali in matrimonio non significa attaccare il matrimonio eterosessuale, equazione tanto figlia di pregiudizi ed ignoranza e cattivissima fede, quanto rispondente a logiche reazionarie che devono essere contrastate senza condizione alcuna.  
Nessuna imposizione esiste, se questa emerge è solo da parte di chi pretende, tramite un dogma religioso, privo di qualsiasi fondamento etico,morale,scientifico,intellettuale degno di nota,di affermare l'unicità del matrimonio eterosessuale. Più di una volta sono stati attaccati libri ed opere destinate ai più piccoli che affrontano il tema della omosessualità come il caso 4 bambini, 3 gatti, 2 mamme: UNA sola famiglia
E dove vi è scritto che ai bambini si devono insegnare solo fondamenti ed ortodossie conservatrici non rispondenti ai diritti umani ed al reale e naturale stato delle cose ? Stesso discorso per il noto caso del libro Sei come sei, un caso diventato pretesto per attaccare la Strategia nazionale LGBT 2013–2015. Questa ha lo scopo di combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, per l’attuazione e l’implementazione della Raccomandazione del Comitato dei Ministri CM/REC (2010)5., al quale l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni (UNAR) ha aderito, è stata elaborata la Strategia Nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, predisposta e coordinata dall’UNAR, in collaborazione con le diverse realtà istituzionali, le Associazioni LGBT e le parti sociali  
Stesso discorso per il caso ddl Scalfarotto. Una Legge che da un certo punto di vista reprime comportamenti razzisti, ma nello stesso tempo sotto il paravento della libera espressione e manifestazione di convincimenti ed opinioni riconducibili al pluralismo, in base agli emendamenti come approvati nel settembre del 2013 e recepiti nel DDL, offre una importante via di fuga a chi oggi, invocando proprio l'articolo 21 della Costituzione, rivendica la libertà di pensiero per sostenere tesi, opinioni, dottrine che altro scopo non hanno se non quello di facilitare l'omofobia o la transfobia. Per quanto riguarda il documento che risale al 2010 prodotto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità riguardante gli“Standard per l’educazione sessuale in Europa” ribadisco nuovamente quanto già scritto nel 2013, si tratta di un documento che pone fine alla storia della cicogna ed insegna il rispetto per le diversità. Insomma è arrivato il momento di prepararsi ad una nuova educazione sessuale, una educazione che sia eterogenea, che insegni a rispettare le diversità e ad accettare e condividere la propria identità e manifestare contrarietà pregiudizievoli verso ciò è sintomo di grande chiusura mentale e nella società globalizzata le chiusure reazionarie mentali non devono avere più spazio alcuno. Forse queste persone vorrebbero il venir meno il diritto del bambino all’informazione che è stato altresì riconosciuto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’ONU? 

Conclusioni
Ma avranno un minimo di buon senso per comprendere tutto ciò i legislatori attuali veneti? Nutro qualche dubbio visto il mostro burocratico che è stato deliberato. Ognuno è libero di festeggiare, nella sua vita privata, tutto ciò che vuole, ma quando una Istituzione muta in provvedimento normativo giornate che hanno lo scopo non tanto di difendere, poi da che cosa non è dato capire, la famiglia naturale, ma di imporre pensieri e convincimenti che minano diritti umani e civili è un fatto di una gravità inaudita. Spetterà ora alle scuole valutare se decidere di aderire o meno a quella giornata, nell'attesa di capire che esito avrà quel provvedimento, scuole che nel nome della propria autonomia ed alta funzione educativa che devono svolgere ed anche per l'affermazione del principio della laicità altro non devono fare, a parer mio, che rispedire al mittente tale ignobile proposta. Come può essere concepita come festa una giornata che mina il riconoscimento di diritti civili ed umani per migliaia di migliaia di persone? 


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