La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

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Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

Correva il 1924 professori protestano e vengono pesantemente sanzionati

Il 27 febbraio 1924 si doveva svolgere la prova scritta per il concorso delle scuole medie superiori. Al concorso parteciparono più di duecento professori giunti da ogni parte del Paese. Il tema, secondo il bando di concorso, doveva riguardare una trattazione di storia della letteratura od una traduzione italiana o latina. Invece il testo proposto dalla Commissione fu il seguente, come riporta l'Unità di quel giorno:" Echi e riflessi dell'Eneide e dell'Orlando Furioso; ed una buona parte andava trattata in latino". La reazione in sala non si fece attendere. Tumulti e proteste vivaci, da parte dei professori, ebbero come prima risposta l'intervento delle forze dell'ordine che cercarono di riportare la calma. Molti professori comunque decisero di non partecipare alla prova come segno di protesta. Il Ministro Gentile non perse tempo. Con decreto vennero sospesi sette professori escludendoli sia dal concorso attuale che da tutti quelli futuri che sarebbero stati effettuati entro il 1924. A due professori veniva interrotto il contratto di supplenza che avevano in itinere mentre un professore di ruolo veniva sospeso dal servizio e senza retribuzione per un mese. Tali provvedimenti venivano resi pubblici e letti personalmente ai professori interessati. Provvedimenti pesanti, frutto di una opposizione all'autorità dello Stato fascista ed al suo modo di operare. Insomma un primo atto di disobbedienza significativo contro il regime che nasce all'interno della scuola ma represso in modo decisivo e risolutivo da parte del Regime. Guardando la situazione di oggi non è che le cose siano poi tanto migliorate. Di atti di opposizione se ne registrano diversi, su questioni sia etiche che sociali all'interno della scuola, luogo che deve saper convivere con le opposizioni,comprenderle,confrontarsi con esse, ma come accade in realtà queste vengono spesso sanzionate in modo pesante e con anche sospensioni dal servizio non inferiori al mese.

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