Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Correva il 1924 professori protestano e vengono pesantemente sanzionati

Il 27 febbraio 1924 si doveva svolgere la prova scritta per il concorso delle scuole medie superiori. Al concorso parteciparono più di duecento professori giunti da ogni parte del Paese. Il tema, secondo il bando di concorso, doveva riguardare una trattazione di storia della letteratura od una traduzione italiana o latina. Invece il testo proposto dalla Commissione fu il seguente, come riporta l'Unità di quel giorno:" Echi e riflessi dell'Eneide e dell'Orlando Furioso; ed una buona parte andava trattata in latino". La reazione in sala non si fece attendere. Tumulti e proteste vivaci, da parte dei professori, ebbero come prima risposta l'intervento delle forze dell'ordine che cercarono di riportare la calma. Molti professori comunque decisero di non partecipare alla prova come segno di protesta. Il Ministro Gentile non perse tempo. Con decreto vennero sospesi sette professori escludendoli sia dal concorso attuale che da tutti quelli futuri che sarebbero stati effettuati entro il 1924. A due professori veniva interrotto il contratto di supplenza che avevano in itinere mentre un professore di ruolo veniva sospeso dal servizio e senza retribuzione per un mese. Tali provvedimenti venivano resi pubblici e letti personalmente ai professori interessati. Provvedimenti pesanti, frutto di una opposizione all'autorità dello Stato fascista ed al suo modo di operare. Insomma un primo atto di disobbedienza significativo contro il regime che nasce all'interno della scuola ma represso in modo decisivo e risolutivo da parte del Regime. Guardando la situazione di oggi non è che le cose siano poi tanto migliorate. Di atti di opposizione se ne registrano diversi, su questioni sia etiche che sociali all'interno della scuola, luogo che deve saper convivere con le opposizioni,comprenderle,confrontarsi con esse, ma come accade in realtà queste vengono spesso sanzionate in modo pesante e con anche sospensioni dal servizio non inferiori al mese.

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