Passa ai contenuti principali

Una C(r)isi senza erre,ma dove la erre è sempre possibile, pensando a Scaramouche #armatadeisonnambuli

Crisi, dal greco antico, significa scelta.
Quale scelta oggi? Questo è il tempo del prendere o lasciare. O meglio, questo è quello che il sistema vorrebbe farti credere, pensare, ed urlare, anzi no, urlare no, perché si turba la quiete di chi medita nel gabinetto del potere. Depressioni, individualismi esasperati, salvezza auto-individuale,eppure la scelta è sempre possibile. Certo, a volte si deve proprio arrivare all'estremo, estremo che ancora non è stato raggiunto. Il sistema, astratto nella sua concezione, concreto nella sua malvagia azione, pur riciclando errori, che errori poi non sono, ma solo espressioni reazionarie del capitalismo, è ridondante nelle sue litanie. Ora è il momento delle promesse, della facciata sorridente, della speranza, nel mentre di tutto ciò, tra promesse, come se il popolo non popolo fosse ancora immerso o sommerso nel mondo delle illusioni, non avesse un minimo di lume funzionante per comprendere la realtà delle cose, la controrivoluzione anti 68 avanza. Realtà che ti vuole schiavo, succube, rassegnato, passivo ed alla fine mutato in una sorta di Re Magio per portare un dono al redentore di turno che dovrai ringraziare per non averti fatto crepare, pur dovendo affrontare mille peripezie penitenziali per sopravvivere. Diritti storti, stortissimi, autoritarismo affermato, revisionismo scatenato. Ma, come detto, la crisi, che crisi poi a livello sistemico proprio non è, ma un qualcosa di più profondo e complesso che comprenderemo meglio tra qualche tempo, quando il gioco sarà giunto a termine,perché pare che di lurido gioco trattasi e pare che altro che pedine inconsapevoli dovremmo essere nel nostro non essere, in realtà, una, cento e mille scelte le porrebbe, questione di prospettiva. La crisi come presentata, impacchettata, sembra essere un prodotto preconfezionato. Bolle finanziarie, nel gioco della finanza speculativa,si spazzano via ceti medi, i ricchi sempre più ricchi, gli altri non pervenuti, a cui seguono misure di austerità economica, restrizione di diritti, democrazia autoritaria,e nel mentre di tutto ciò,le lobby intoccabili, incrementano i propri profitti, giocando ad una sorta di Monopoli globale, tra guerre utili al mercato delle armi, comprando e speculando, dopo la maturazione delle condizioni ideali per realizzare ultra-profitti,nella scacchiera come rappresentata dalle varie entità statali. Ed allora non si tratta, in questo caso, di crisi, ma C(r)isi senza erre, ovvero non scelta controrivoluzionaria che uccide ogni idea ed ideologia rivoluzionaria, destabilizzante per il sistema,e stabilizzante per la voglia di lottare e conquistare diritti ed per una equa distribuzione, più che di ridistribuzione, delle risorse di questo fottutissimo pianeta terra. Scaramouche, uomo libero e selvaggio, simbolo della libertà estrema, occhi del popolo, mani del popolo, naso del popolo, animo e spirito di Marat, quando, nell'armata dei sonnambuli, attaccava, spaventava ed uccideva i controrivoluzionari, pronunciava e marcava alla grande la erre, perché i controrivoluzionari non pronunciavano volutamente la erre, perché la erre ricordava la Rivoluzione o la Repubblica, dunque Repubblica diventava epubblica Rivoluzione e evoluzione. Ma Scaramouche calcando con le urla della ribellione, pur violenta, pur comprensibile ed inevitabile, la erre, per la erre rivoluzionaria, offriva una via di scelta. Ed allora che la Cisi sia CRisi, scelta, perché una scelta è sempre possibile,certo non è che debba essere proprio quella di Scaramouche,esistono mille soluzioni possibili, fattibili e conseguibili.

Marco Barone


fonte foto: Scaramouche nell’interpretazione di Alessandro Caligaris. Clicca per visitare il sito dell’artista. Ci sono anche omaggi ad altri romanzi del collettivo WU Ming







Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Le conclusioni della Commissione d'inchiesta sul caso Moro

Nelle considerazioni conclusive della Commissione d'inchiesta sul Caso Moro emergono spunti di riflessione importante ed anche inquietanti che dovrebbero far tremare i pilastri della nostra Repubblica. Un lavoro durato alcuni anni, con diverse audizioni, accessi a documenti, verifiche, ispezioni, un lavoro enorme e giunto a termine.    La legge istitutiva della Commissione (Legge 30 maggio 2014, n. 82) ha assegnato come mandato all'inchiesta parlamentare quello di «accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro; eventuali responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». E' stato sottolineato che è "dalla rilettura sistematica dei cinque processi e dell'attività delle precedenti…

Il pranzo sociale dell’ANPI di Ronchi ( foto) sotto il segno dell’antifascismo e dei ricordi

Riuscito e partecipato il pranzo sociale organizzato dall’ANPI di Ronchi presso l'accogliente agriturismo Mazzuchin di Vermegliano a pochi passi dalla suggestiva chiesetta di Santo Stefano e durato per buona parte del pomeriggio del 16 dicembre. Quasi un centinaio i partecipanti, dove sotto il segno della musica, partigiana e popolare, balli e ricordi, senza dimenticare l'immancabile lotteria curata con una passione unica dalla solita ed immancabile ed unica Angela, si è consumato un momento conviviale oramai tradizionale. Non sono mancati i momenti di confronto e di riflessione, con i messaggi e gli spunti offerti sia dal Presidente provinciale dell’ANPI di Gorizia, Pironi che dalla Presidente dell’ANPI di Ronchi, Cuzzi.

Il segretario Martinuzzi ha ricordato tutta l’attività svolta dall’ANPI di Ronchi, dai pellegrinaggi laici organizzati nei luoghi della resistenza in Slovenia, ai gemellaggi storici, agli incontri con le scuole, agli appuntamenti del 25 aprile e 2 giugno, a…