Passa ai contenuti principali

Scuola: le graduatorie ad esaurimento hanno esaurito la pazienza dei docenti del sud e del nord

Non si tratta della battaglia dantesca tra Guelfi e Ghibellini, non si tratta di conquistare una corona imperiale, ma una posizione utile in graduatoria per continuare ad esercitare la condizione di precarietà nell'attesa della sospirata immissione in ruolo, sicuramente sì. Ogni volta che si registra l'aggiornamento delle graduatorie nella scuola, si manifestano sempre le stesse identiche e decennali problematiche condite dai soliti e per nulla solitari commenti che dicono, non è questione di razzismo ma.. Il punto è proprio quel ma.
Ma puoi accettare una situazione di sfruttamento e neo schiavismo, con buste paga fittizie, pur di avere un punteggio utile per la graduatoria. Ma puoi decidere di frequentare mille e più corsi, indebitandoti, per ottenere un punteggio utile per la graduatoria. Ma puoi decidere di ascoltare i suggerimenti ed i consigli di quelle realtà organizzate, siano esse sindacali che non, che ti diranno fai domanda in quella provincia, perché loro conoscono le situazioni a livello nazionale, fai questi corsi, fai questo, fai quello, perché è a te che devi pensare. Ma puoi decidere di accettare ogni soluzione individualista perché tanto la regola è così fanno tutti e perché solo io devo tirarmi fuori? Così fanno tutti, perché questo è quello che ha voluto il sistema, ed il sistema è complesso, articolato e tristemente malato, però deve essere anche scritto che il sistema se sta in piedi è anche per responsabilità di chi determina, direttamente od indirettamente,  il così fanno tutti.  Una complessità ed una mera articolazione che facilita l'esasperazione, l'annientamento di ogni dignità, il perseguimento di ogni sacrificio pur di avere un giorno un posto in quel luogo che per un secolo è stato considerato come sicuro, quello pubblico. E se poi magari all'insegnamento anche ci credi, perché quello è il lavoro che realmente puoi e vuoi fare, perché quella è la responsabilità sociale che vuoi coltivare, sei disposto a perseguire ogni tipo di via pur di raggiungere il tuo scopo. E la condizione di crisi vigente e persistente non può fare altro che fomentare e peggiorare corse e rincorse al famigerato e mai superato  si salvi chi può.  Non è una questione di razzismo diranno i precari storici del nord, ma l'esasperazione facilita soluzioni che rischiano di legittimare pregiudizi che portano al razzismo, al campanilismo forzato, al localismo estremizzato od a quella meritocrazia il cui unico effetto reale, per come realmente concepita, è quello di realizzare una nuova selezione di massa sociale. I “meritevoli” saranno solo quelli che avranno le possibilità economiche di soddisfare i requisiti decisi dal sistema. I “meritevoli” saranno solo quelli che non diranno mai di no, i “meritevoli”saranno solo quelli che avranno competenze acquisite perché hanno i mezzi per acquisire certe e date e specifiche competenze e le competenze saranno quelle decise dall'alto del sistema e per il mantenimento del sistema. La “meritocrazia” per come oggi concepita sarà la nuova selezione etnica e classista della società, ma questo, alla fine, a chi realmente interessa? Ognuno pensa alla propria salvezza, perché qui è di questo che si stratta, salvezza, sopravvivenza, non tanto in una fantomatica guerra tra poveri, ma in una guerra civile dell'esasperazione che distrugge ogni buon senso, dignità e civiltà. Eppure l'Italia sarebbe un Paese unico ed indivisibile, ma di unico ha sicuramente la precarietà e di indivisibile proprio un bel niente. Tutte e tutti intanto aspettano come la soluzione delle soluzioni la sentenza della Corte di Giustizia Europea, in tema di precarietà, attesa entro la fine del 2014, ma non risolverà i problemi quella sentenza e lo Stato italiano, cercando di venire incontro alle indicazioni già fornite dalla procura generale promette assunzioni, poche ma indicativamente utili per raggirare alcuni punti di una condanna che pare essere inevitabile dagli effetti per nulla scontati, perché, tanto, son certo, si cercherà e troverà una soluzione all'Italiana, perché così fanno tutti e così devono fare tutti.
E si ricomincia, dunque, con la litania del ma...


Commenti

  1. Amara riflessione, ma... inutile per smuovere chi può trovare una soluzione.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…