I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

#Calcio Mondiali: a quando la rappresentanza UE e la fine delle nazionali?

Di Stati Uniti d'Europa si parla sin dal 1914 circa, per esempio sarà un progetto caro all'irredentista ma anche socialista, Ettore Ciccotti. Un concetto che, specialmente dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha trovato maggior consistenza ed oggi è quasi all'ordine del giorno di buona parte di quella politica strettamente legata, per ragioni strategiche, alla visione americana del mondo e della società, sia essa di destra che di sinistra. Si dice che il calcio unisce, unisce i popoli, unisce le comunità.  Eppure l'Unione Europea non ha una squadra calcistica unica, come accade per esempio negli Stati Uniti d'America. La UE oggi è grande agglomerato dove gli Stati, pur avendo perso sovranità su diverse materie, economiche in primis, continuano a chiudersi nel recinto del più esasperato nazionalismo quando si tratta di competizione agonistica, di sport e di calcio, ad esempio. Italia, Germania, Francia e così via discorrendo. Ma l'Unione Europea dovrebbe avere una sola squadra di calcio e certamente così sarà e non potrà che essere quando si realizzerà il progetto degli Stati Uniti d'Europa. Probabilmente una mossa del genere comporterà sollevazioni popolari forse indomabili, ma se ciò accadrà, allora, l'Unione Europa sarà destinata a non essere altro che un contenitore di mille nazionalismi, uniti solo da una moneta e dalla libera circolazione delle merci in primo luogo. Il calcio potrebbe e dovrebbe essere il primo esempio di unificazione. D'altronde il calcio di oggi è mutato. Alcune nazionali moderne hanno messo in discussione, positivamente, il concetto di autoctono,  le squadre di calcio, con riferimento alle varie competizioni locali, sono oggi espressione di calciatori provenienti da diversi Paesi con diversa nazionalità. Insomma, il calcio, corre, corre talmente tanto che pone in discussione il concetto di nazionalità.  A pensarci bene forse arriverà il momento in cui i mondiali, come li abbiamo conosciuti sino ad oggi, non avranno più ragione di esistere, forse diventeranno espressione di competizione di forze continentali, dei cinque, o sei o sette continenti esistenti, dipende da quale modello si vuole seguire. Certo, è vero che oggi giorno i nazionalismi sono tornati a bussar alla porta dei vari Stati con forza e prepotenza ed anche violenza, ma il calcio, se ben indirizzato, potrebbe risolvere questo problema, unire per il goal, un goal per un mondo senza più frontiere e pericolosi nazionalismi.


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