Scuola: sbloccato un diritto economico per il personale Ata e docente, ma a quale prezzo?


Il Governo attualmente incarica, con la firma di Cisl,Uil,Confsal e Cisal e Gilda, dunque senza la firma della Cgil ed ovviamente del sindacalismo di base, ha attuato quanto previsto dal precedente Governo, ovvero il riconoscimento al personale ATA della Scuola dell’emolumento una tantum avente carattere stipendiale di cui all’articolo 1-bis del decreto legge 23 gennaio 2014, n. 3, convertito con modificazioni dalla legge 19 marzo 2014, n. 41 ed il reperimento delle risorse da destinare per le finalità di cui all’art. 8, comma 14 del D.L. n. 178/2010 convertito dalla legge n. 122/2010 e dall’art. 4, comma 83, della L. n. 183/2011 per il personale scolastico, il pagamento degli scatti stipendiali del 2012.
Ma a quale prezzo? Alto, altissimo per la scuola. Poiché si continua ad attingere da risorse destinate alla scuola, dunque con un taglio a dir poco significativo su diverse voci. Ad esempio si taglia il FIS, giusto o sbagliato che sia, di 267 milioni di euro a decorrere dal 2015, a cui si aggiungono 427 milioni di tagli per il 2014 e 105 milioni per il 2013;


si tagliano i compensi per le ore eccedenti per il personale di educazione fisica; 

si tagliano le risorse destinate alle funzioni strumentali; 

si tagliano le risorse destinate a retribuire gli incarichi specifici per gli ATA, le risorse destinate alle misure incentivanti progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l'emarginazione scolastica,certamente il peggiore dei tagli, non tanto per la consistenza, pur significativa, ma anche per una questione simbolica.

Insomma vedere sbloccato un diritto, tra l'altro rientrante nella sfera dei diritti quesiti, è un qualcosa di ordinario e normale, ma normale certamente non è e non deve essere l'attingere da risorse già destinate alla scuola tagliando dunque ancora dal capitolo finanziario dedicato al settore dell'istruzione. 



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