I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

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  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

Iniziava l'agosto del 1980

Era il primo agosto 1980, io ancora non ero nato, sì nascerò qualche giorno più avanti, nel mese che rimarrà nella storia noto per la strage del due agosto di Bologna, quella Bologna in cui ho vissuto alcuni degli anni più importanti della mia formazione individuale e politica e sociale. Sono figlio della così detta strategia della tensione, che io chiamo strategia di fascistato, d'altronde come tanti e tante. Siamo figlie e figlie di un periodo che ha inizio certo e nessuna fine,  perché senza verità e giustizia certa nulla potrà avere mai ed ancora mai fine. Era il primo agosto del 1980 e le notizie del giorno erano inquietanti, in linea con l'Italia dell'inquietudine, dei cattivi affari, della corruzione che ha deviato questo Paese verso il buio più totale della menzogna.  Si leggerà, nella stampa di quel periodo, che il Senato, con un colpo di mano della maggioranza, non concedeva l'autorizzazione a procedere nei confronti di un Senatore, ex sottosegretario di Stato forzanovista, per fatti connessi all'attività di Sindona. Ma si parlerà anche dei rapporti che emergeranno tra la mafia italiana, americana, ed una società appaltatrice controllata dal Vaticano, sarà la notizia del giorno, o certamente la più importante. Si dedicherà spazio anche all'arresto di uno degli esponenti più rilevanti, definito come uno dei cervelli del Golpe borghese, ma anche all'attentato, avvenuto qualche giorno prima, a Milano, in Piazza San Fedele. Alle due di notte, tra martedì e mercoledì, esploderà una bomba, l'obiettivo era la nuova giunta di sinistra, solo per puro caso non rimarrà coinvolto il nuovo Sindaco. Aveva abbandonato il suo ufficio, con alcuni dirigenti, pochi minuti prima l'esplosione dell'autobomba. Un trafiletto dedicherà spazio anche alla morte avvenuta in carcere di Pallotto, definito come presunto terrorista e teste chiave sulle BR, il quale si sarebbe “suicidato” con la classica corda fatta con abiti. Si scriverà anche che alla viglia delle vacanze estive, la Commissione della Camera varava ben cinque proposte di legge, la più importante riguardava l'unificazione e riordinamento dei ruoli normali, speciali  di complemento degli ufficiali delle tre forze armate. Non passerà neanche inosservata la ripresa dell'attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassino di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia, dopo un periodo di sospensione burrascoso. Verrà ascoltata la signora Eleonora Moro, la seduta era iniziata alle ore 10 del mattino. Ma questa sarà la notizia che verrà riportata nell'edizione del giorno seguente. Quel giorno che sarà il giorno, il giorno maledetto per Bologna e per centinaia di persone.


Alle ore 10 e 25 si fermerà il tempo.
Alle ore 10 e 25, Bologna, la Bologna comunista, la Bologna civile,la Bologna che ha conosciuto la resistenza, è stata violentemente colpita dalla furia di un sistema cupo e nero.
Polvere, detriti e silenzio.

Era il 2 agosto del 1980.

Marco Barone 

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