Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Calcio, se un bacio omosessuale fa discutere




Vince il Siviglia la coppa contro un “maledetto” Benfica. Torino ha ospitato la finale della Europa League, uno stadio pieno, colorato e poi ognuno ha deciso di festeggiare come meglio credeva. Un bacio, un bacio pubblico, davanti a milioni di spettatori, nell'Italia dove l'omofobia esiste e persiste, nell'Italia del cattivo perbenismo e dalle morali imposte ed antiquate, ecco un bacio diventare notizia. Un bacio tra due giocatori, tra due uomini. Tra chi parla e scrive di festeggiamenti hot, chi molto caldi, chi analizza il bacio alla moviola cercando di provare l'intenzione di dare un bacio sulla guancia e non in bocca, chi scrive e pubblica foto di altri baci tra giocatori per smontare la tesi che sarebbe la prima volta che accade una cosa del genere in una partita di calcio. Una scena vissuta in buona parte del mondo come normale ordinarietà, in questo Paese non è per nulla normale e per nulla ordinaria. Dovrebbe essere la cosa più naturale e normale e bella di questo mondo vedere due persone che festeggiano baciandosi. Non dovrebbe esistere alcuna differenza tra omosessualità ed eterosessualità, non dovrebbe esistere alcuna differenza tra baci ed amore. Ma in Italia, il Paese che ha dimenticato l'emergenza omofobia, il tema dei diritti civili, per concentrarsi, ben accogliendo l'invito delle alte autorità ecclesiastiche, su problemi economici, ancora oggi, nel 2014, un bacio omosessuale reca disturbo, o crea scalpore. Un Paese che corre in modo rapido, ad alta velocità, per la riduzione dei diritti dei lavoratori e sociali, ma un Paese che cammina ancora con le carrozze dei secoli passati per l'affermazione piena ed incondizionata dei diritti civili. Non dovrebbe esserci nulla di più naturale che vivere il proprio amore, la propria libertà, la propria gioia. Lo Stato deve garantire le giuste tutele, deve conferire la possibilità ed il diritto della scelta. Il 17 maggio è la giornata internazionale contro l’omotransfobia , quel bacio, semplice e spontaneo, tra due giocatori, ben evidenzia, viste le molte reazioni, come in Italia, almeno, siamo ben lontani dal concepire l'omosessualità come un normale diritto di essere liberi di vivere la propria esistenza.

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