La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Quella statua di San Michele Arcangelo in una stazione di benzina



La Calabria è una regione ad alta vocazione mistica e spirituale e religiosa. Tradizione popolare e culto religioso si fondono ed a volte si confondono, invadendo luoghi, spazi di vita comune e città. Veggenti, mistiche, esorcisti, indicazioni stradali che indicano luoghi ove sarebbero avvenute apparizioni di Gesù o della Madonna, 



alberi trasformati in luogo di culto a causa della caduta di in fulmine, in una notte dai mille misteri, che avrebbe lì stilizzato il volto di un Santo, e Vibo Valentia è uno dei principali luoghi della Calabria ove ciò è ben visibile.
D'altronde il vibonese, in particolar modo, è un territorio anche se dalle mille potenzialità, in stato di povertà. Povertà che è concime, insieme all'ignoranza ma anche alla solitudine ed al nulla che risucchia ogni speranza in queste terre, per i campi ove sorge e domina la religione. 

Ma in Calabria non mi era mai successo di vedere una statua di San Michele Arcangelo in una stazione di benzina. Un piccolo monumento dedicato a quella figura religiosa, a pochi minuti dal centro di Vibo Valentia , all'interno della stazione di servizio, roba da stropicciarsi gli occhi.
Anche se in verità, non so se buona o giusta, a molti potrebbe sembrare tutto normale, d'altronde quel Santo è venerato in Calabria all'ennesima potenza, diversi sono i cortili privati che hanno statue di San Michele Arcangelo che è patrono anche in diverse località calabresi. Ma San Michele Arcangelo è anche il Santo della 'Ndrangheta. L' iniziato nella ‘Ndrangheta ( contrasto onorato) quando diventa Picciotto d’onore nell’atto di compiere il rito di battesimo giura con la figura di San Michele Arcangelo tra le sue mani mentre brucia . San Michele Arcangelo, che in tal paradosso sociale e culturale, è stato proclamato patrono e protettore della Polizia da Papa Pio XII il 29 settembre 1949 . Ma è protettore anche di altre categorie come i farmacisti, doratori, commercianti, fabbricanti di bilance, giudici, maestri di scherma, radiologi. Si affidano a lui anche i paracadutisti d’Italia e di Francia. Insomma ciò sta a significare come religione e tradizione, attraverso i simboli, manifestano l'ancoraggio a certi e dati principi. Principi che possono condurre verso l'accettazione della 'ndrangheta, verso un senso di rispetto per le forze dell'ordine che combattono la 'ndrangheta, o semplicemente verso un Santo che è conteso tra due opposti che nel silenzio dell'omertà dominante in questa fetta di Calabria, continua a primeggiare ma ove una posizione di parte la si deve prendere e la si prende, o con o contro.



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