A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

Quella statua di San Michele Arcangelo in una stazione di benzina



La Calabria è una regione ad alta vocazione mistica e spirituale e religiosa. Tradizione popolare e culto religioso si fondono ed a volte si confondono, invadendo luoghi, spazi di vita comune e città. Veggenti, mistiche, esorcisti, indicazioni stradali che indicano luoghi ove sarebbero avvenute apparizioni di Gesù o della Madonna, 



alberi trasformati in luogo di culto a causa della caduta di in fulmine, in una notte dai mille misteri, che avrebbe lì stilizzato il volto di un Santo, e Vibo Valentia è uno dei principali luoghi della Calabria ove ciò è ben visibile.
D'altronde il vibonese, in particolar modo, è un territorio anche se dalle mille potenzialità, in stato di povertà. Povertà che è concime, insieme all'ignoranza ma anche alla solitudine ed al nulla che risucchia ogni speranza in queste terre, per i campi ove sorge e domina la religione. 

Ma in Calabria non mi era mai successo di vedere una statua di San Michele Arcangelo in una stazione di benzina. Un piccolo monumento dedicato a quella figura religiosa, a pochi minuti dal centro di Vibo Valentia , all'interno della stazione di servizio, roba da stropicciarsi gli occhi.
Anche se in verità, non so se buona o giusta, a molti potrebbe sembrare tutto normale, d'altronde quel Santo è venerato in Calabria all'ennesima potenza, diversi sono i cortili privati che hanno statue di San Michele Arcangelo che è patrono anche in diverse località calabresi. Ma San Michele Arcangelo è anche il Santo della 'Ndrangheta. L' iniziato nella ‘Ndrangheta ( contrasto onorato) quando diventa Picciotto d’onore nell’atto di compiere il rito di battesimo giura con la figura di San Michele Arcangelo tra le sue mani mentre brucia . San Michele Arcangelo, che in tal paradosso sociale e culturale, è stato proclamato patrono e protettore della Polizia da Papa Pio XII il 29 settembre 1949 . Ma è protettore anche di altre categorie come i farmacisti, doratori, commercianti, fabbricanti di bilance, giudici, maestri di scherma, radiologi. Si affidano a lui anche i paracadutisti d’Italia e di Francia. Insomma ciò sta a significare come religione e tradizione, attraverso i simboli, manifestano l'ancoraggio a certi e dati principi. Principi che possono condurre verso l'accettazione della 'ndrangheta, verso un senso di rispetto per le forze dell'ordine che combattono la 'ndrangheta, o semplicemente verso un Santo che è conteso tra due opposti che nel silenzio dell'omertà dominante in questa fetta di Calabria, continua a primeggiare ma ove una posizione di parte la si deve prendere e la si prende, o con o contro.



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