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Il piccolo "Spomenik" di Ronchi il monumento dedicato al partigiano Andrijic

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    La Jugoslavia del dopoguerra. C'è Tito, il paese è uscito a pezzi da un conflitto mondiale ferocissimo, e il regime socialista deve decidere come ricordare i propri morti. Di solito si mettono in piedi i soliti monumenti, il generale di bronzo, il soldato col fucile, la vedova in lacrime. E invece no! Fanno una scelta pazzesca. Chiamano i migliori architetti e designer dell'epoca — gente del calibro di Vojin Bakić o Ana Bešlić — e dicono: "Dobbiamo guardare al futuro" . Nascono così gli spomenik : queste gigantesche opere d'arte astratte, futuristiche, che sembrano quasi astronavi atterrate in mezzo alle montagne o alle foreste o nel nostro Carso. L'effetto è potente ancora oggi, da Podgarić a Kozara, fin dentro i confini della vicina Slovenia. Ti trovi davanti a questi blocchi di cemento e rimani a bocca aperta. Ma la cosa veramente incredibile, che uno non si aspetterebbe, è che queste opere esistono anche da noi, in Italia. Certo, sono pochissime le ci...

Terrorismo: se si punta il dito contro la rotta balcanica, la Serbia, la Croazia e la Bosnia

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Il "terrorista" più ricercato del mondo è stato arrestato a Bruxelles, in quello che per molto tempo era noto anche per alcuni come ex quartiere italiano, per una consistente presenza di italiani e di attività di italiani, anche se nessuna TV o giornale al momento dell'arresto ha mostrato il suo volto. Misteri del mondo della comunicazione, a volte non aspettano altro che mostrarti in faccia il super ricercato appena arrestato, pensiamo ai boss mafiosi nostrani,  come trofeo, altre volte, invece, regna la prevalenza di una sorta di privacy, o di sicurezza, anche se non si capisce di che privacy o sicurezza si possa mai parlare quando per mesi hanno sbattuto in pasto ai media il volto dell'uomo più ricercato del mondo, e dopo il suo arresto, hanno continuato a mostrare momenti della sua vita privata. Già. Rimarrà impressa la scena di quell'uomo con un cappello in testa che fugge nella direzione opposta rispetto a quella delle forze speciali, per poi essere colp...

Dopo Bruxelles,ennesima strage di civili,l'Europa deve ritirarsi

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E' difficile mantenere viva la lucidità mentale dopo i fatti di Bruxelles di questa primavera 2016 nata sotto il segno del sangue, del dolore, del lutto. Ma si deve essere lucidi e non emotivi. Nel mondo risultano oggi più di 60 Stati coinvolti in azioni di guerra. E l'Europa, o meglio alcuni Paesi dell'Europa, che poi sono quelli che determinano la linea della politica interventista europea all'estero, sono in guerra da lungo tempo. Quindi la formula retorica che segue ogni volta le tremende stragi che colpiscono i civili"ora siamo in guerra" è superata dalla realtà dei fatti. Anche se non lo sappiamo. Perché la vita nelle nostre città continua tranquilla o frenetica come sempre. Ma accade che, come è successo in Italia per un lungo periodo, durante la strategia della tensione, anche se con intensità minore a livello temporale, ora le azioni di guerra sono nel nostro territorio, nei luoghi che conosciamo, nei luoghi simbolo. E questa guerra la stiamo pe...

Dopo Parigi è psicosi securitaria e razzista

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Dopo il 13 novembre si era capito subito che nulla in Europa sarebbe stato come prima. Che si sarebbe affermato una sorta di stato di polizia diffuso, una militarizzazione diffusa nelle nostre città. E così è ed in qualche misura l'avevo scritto già il 14 novembre . Ora cosa si vuole proporre? Controlli rilevanti alle frontiere esterne, controlli per i cittadini che arrivano da alcune  località  sensibili dei Paesi Schengen, o meglio ben potremmo dire ex Schengen, un registro europeo dove schedare tutti i passeggeri dei voli interni, registrare e prendere le impronte in modo sistematico a tutti i migranti che entrano nell’area (ex)Schengen e farle confluire in tutti i database di sicurezza europei, potenziare i servizi di informazione. Nel mentre di tutto ciò continua la psicosi della paura in Europa ed anche in Italia che legittima lo stato di polizia.  Controlli pesanti negli stadi ad esempio, ma anche comportamenti razzisti sempre più rilevanti nei confront...

Bruxelles e le vetrine hot

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Bruxelles, come è noto, è sede delle più importanti istituzioni dell'Unione Europea. Una città affascinante, particolare, simbolo dell'alta borghesia, dove architettura moderna e tradizionale cercano, con poco successo, di convivere. L'Unione Europea rivendica spesso principi che ruotano intorno alla dignità delle persone, no alla donna oggetto, penso per esempio alla Risoluzione sulla discriminazione della donna nella pubblicità del 1997 al cui punto 10 si scriveva testualmente che il Parlamento europeo invita il settore della pubblicità a rinunciare in concreto e interamente a sminuire la donna a oggetto sessuale dell'uomo attraverso espedienti tecnici e raffigurazioni immaginose come il ridurre il ruolo femminile alla bellezza fisica e alla disponibilità sessuale . Certo, comprensibile. Ma a pochi minuti dal Parlamento europeo esiste un vero e proprio quartiere a luci rosse. Esistono anche agenzie di escort, club privati-scambisti, e donne in vetr...