Dal
2014 lo
Stato assicurerà l'equilibrio tra le entrate e le spese del
proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi
favorevoli del ciclo economico, ovvero entrerà in vigore la
disposizione dell'articolo 81 della Costituzione, approvata
velocemente, che imporrà il pareggio di bilancio. Ed
ecco che per blindare gli orientamenti che la Corte Costituzionale
dovrà conferire, poiché certamente arriveranno una quantità
infinita di ricorsi, viene nominato come Giudice della Corte
Costituzionale, uno dei principali difensori del pareggio di
bilancio, Giuliano Amato.
Il
problema di quella norma è che le varie Amministrazioni saranno
chiamate ad ulteriori sacrifici, sacrifici che pagheranno i cittadini
per soddisfare un debito pubblico figlio di una cattiva politica. Un
pareggio di bilancio che non riuscirà a colmare il debito pubblico,
cosa impossibile, ma sicuramente restringerà i diritti sociali. Si
continuano a prelevare risorse dalle tasche dei comuni cittadini
anziché imporre una patrimoniale a quel 10 % della popolazione,
ricca e straricca, che detiene oltre la metà della ricchezza nazionale, che non vedrebbe neanche mutato, in caso di
patrimoniale, il proprio normale tenore di vita.
Invece
nulla di tutto ciò è all'orizzonte.
Il
sig. Claudio Visintin che da tempo raccoglie le segnalazioni dei
cittadini che hanno problemi per motivi di salute, e che puntualmente
mi informa su tutto ciò che accade in tale ambito, mi evidenzia il caso di una signora di 87 anni che ha grossi problemi di vista
dovuti
ad una degenerazione retinica maculare e che sta rischiando
la cecità.
Il
problema è dato dal fatto che la signora dovrebbe curarsi con una
terapia intravitreale di "Lucentis". Ma al figlio avrebbero riferito che, dalla Clinica Oculista dell'Ospedale Maggiore
di Trieste dove ha eseguito gli esami, è stata inserita in una
lunga lista d'attesa per la terapia, ma che non si deve fare “grandi
illusioni perché l'ospedale non ha più soldi per acquistare detto
farmaco”. Questo quanto emerso dalla segnalazione come pubblicata anche sul principale quotidiano cittadino.
Un
farmaco che sarebbe stato ordinato più volte dalla struttura
ospedaliera ma che problemi economici dovuti ai risparmi imposti alla
sanità pubblica sarebbe dunque stato bloccato.
Se
quanto segnalato anche sul principale quotidiano della città il 12
settembre, dovesse corrispondere al vero, ciò sarebbe di una gravità
inaudita.
Ora,
non sono esperto e competente nel campo della medicina, non so se
esistono altri tipi di farmaci da somministrare alla
paziente o meno e l'Ospedale certamente farà di tutto per non lasciare al triste destino quella povera signora, il punto su cui riflettere sono i
tagli che ricadono sulle medicine, sui servizi, sulle persone, sui
pazienti e dunque sul diritto alla salute che rischia di diventare
una mera illusione.
I
soldi ci sono, basta andare a prelevarli al posto giusto, da quel 10%
della popolazione ricca ed ultraricca, ogni altra misura sarà
semplicemente una terapia di accanimento verso la cittadinanza tutta.
Il Direttore dell'Azienda Sanitaria locale in data 18 settembre 2013 ha rilevato che nessun taglio è in atto per curare gli occhi con il farmaco "Lucentis " .
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