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Il mio amico fornaio, iniziativa solidale a Trieste



E' notte, strade silenziose, tende chiuse, e buona parte della città sogna e dorme, eppure centinaia di persone vivono la notte, per lavoro, per necessità, per motivi dalla infinite ragioni, a volte comprensibili a volte no.
Ma vi è un luogo, lì dove ancora esistente, ove respirerai il profumo genuino, sano, del pane, vedrai le mani sporche di farina, il camice bianco ed il cappello del fornaio, osserverai la nascita di quel cibo noto sin dai tempi dell'homo erectus.
Pane salato, senza sale, alle olive, arabo, ferrarese, pugliese, calabrese, pane ed ancora pane.
A Trieste, per promuovere il mestiere de panificatore e il consumo del pane fresco artigianale, le “Giornate dell’artigianato del Nord Est - Il mio amico fornaio”, hanno certamente riportato indietro nel tempo la tecnologica e frenetica società oggi esistente.

Lentezza, l'attesa, il perdersi nel profumo, il confondere il proprio io con la collettività.
Una manifestazione organizzata dai Panificatori della Confartigianato di Trieste in collaborazione con gli assessorati all’Educazione e allo Sviluppo delle Attività economiche del Comune di Trieste, in piazza Sant’Antonio, ove si poteva e si potrà fino a domenica 14 aprile, assaporare varie tipologie di pane, da quello al cioccolato, alla focaccia, e con i prodotti sfornati da “Il mio amico fornaio”, il tutto con una semplice offerta libera che verrà destinata a favore del Burlo Garofolo.

Quando il pane è anche solidarietà, senza però dimenticare che è uno degli alimenti, insieme al caffè sui quali esiste il maggiore margine di guadagno, ma questa è altra storia, ahimè.

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