Passa ai contenuti principali

fuck you regola


Un tocco.
Ancora un tocco.
E parte.
Parte.
La musica.
Un computer, fumo di sigaretta ovunque in ogni qualunque.
La mano destra scrive su quella maledetta tastiera, accompagnata dalla sinistra disfattista che nello stesso tempo impugna senza appellarsi ad alcuna formalità, sempre lei, la sigaretta.
Osservi la tenda rosa e puzzolente, la finestra guardare l'esterno e condurti nella rabbia del tuo mondo.
Milioni di persone in balia della regola, una regola, la regola
La regola, che altro non è che la tegola del nostro tempo.
Ed allora arrivano le parole e l'inevitabile fuck you regola.



Sono quel che sono
eroe o antieroe
qualcuno o nessuno
vivo ora l'ossessione
di capire
dove andare
perché
voglio solo osare

ah
il tempo va
ah
forse sarà

ah
il tempo va
ah
forse sarà

poi ti fermi e comprendi
che sei solo
ma non solo
un precario a tempo
forse determinato,
perché no?
A progetto indeterminato?
E non puoi mica dir signor no?
Dico no.

ah
il tempo va

ah
non sarà

ah
il tempo va

ah
sarà

di sinistra e disfattista
egoista e complottista
né venduto
né battuto
incazzato e disarmato
a mani alzate e teste alte
non ti pieghi e tu non preghi
vai e vieni senza freni
tu che urli basta e tutti in piedi
fuck you regola


Pochi versi, forse una canzone stonata, forse un testo, forse qualsiasi cosa, ma è.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Barcellona, il giorno dopo il 17 agosto