A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

Espellere Antonio Cassano dalla Nazionale


 

Una frase ripetuta tre volte, con tanto di sentimento di speranza.

La sala stampa non mi pare che abbia reagito con stupore ed indignazione, anzi.

Sì, anzi, il clima che prevale è quello dello stemperamento.

Prandelli afferma che "Mi basta che Antonio giochi come con la Spagna".

Già, il problema è la partita di calcio, il problema è quel calcio al pallone.

Il resto, la dignità delle persone, la battaglia contro l'omofobia, il rispetto della vita umana può venire in un secondo tempo, anche terzo, forse mai.

Quello che conta ora è il pallone, il calcio, il goal.

Nazionale di calcio esaltata anche dal Presidente della Repubblica, che secondo lui dovrebbe essere di mero esempio per il nostro Paese.

Ed allora, visto che politici e politicanti, istituzioni ed istituzionalisti si colmano la bocca di buone parole e buoni propositi, che poi finiscono nel pozzo dell'oblio, dovrebbero condannare con fermezza quella frase pronunciata da Cassano e sanzionarlo come esempio.

Esempio concreto di rispetto per la battaglia contro l'omofobia.

Non esiste nessuna giustificazione e scusante, ma la porcheria più grossa, e fatemi passare questo termine, è che si vuole relegare il tutto ad una semplice cassanata, e che ora si deve stemperare il clima.

No.

Io dico di no, e propongo con effetto immediato il cartellino rosso per Antonio Cassano dalla Nazionale, che sia di esempio per tutti, come d'altronde ha fatto intendere il Presidente della Repubblica.

Che la nazionale di calcio conferisca il buon esempio alla civiltà incivile di questa società ipocrita.

Io dico espelliamo Antonio Cassano dalla Nazionale di calcio, espelliamo dal Calcio ogni sentimento di omofobia, ogni atto irrispettoso della dignità umana.
Il calcio è seguito da milioni e milioni di persone e bambini, che esempio si vuole dare alle nuove generazioni? Che è una semplice cassanata dire quella nefandezza e che quello che conta ora è il calcio al pallone?

 Marco Barone

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