Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Otto mesi per...


 Otto mesi.
 244 giorni  per:
a)  Mutare l'essere umano in automa servile al padrone; (promozione e valorizzazione del capitale umano)

b) distruggere il diritto del lavoro; ( efficientamento del mercato del lavoro)

c) distruggere i beni comuni ed i servizi pubblici; (apertura dei mercati in chiave concorrenziale)


d)  tutelare i padroni; (sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione)


e)  de-responsabilizzare il capitale; (semplificazione normativa e amministrativa)


f)  privatizzare la pubblica amministrazione;( modernizzazione della pubblica amministrazione)


g)  giustiziare la giustizia; (efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia)


h)  devastare l'ambiente; (accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia)


i) 
de-costituzionalizzare l'Italia; (riforma dell’architettura costituzionale dello Stato)

Otto mesi per golpizzare il sistema sociale italiano,
otto mesi di  triste degrado disumano,
colpo di Stato del Capitale 
per onorar il ceto padronale;
ma un solo minuto per infiammare strade e città
con il grido della rivolta
e l'urlo della dignità umana,
ora travolta
da tal fiume di melma impetuosa
violenta e tempestosa,
invaderà il Palazzo del Potere
non per soprassedere la libertà,
ma per sventolare la rabbia di tal ingiustizia sociale
sulla vetta di quel Colle 
or protetto dal sistema vigente,
presto represso dal potere deprimente,
ma in tal momento di crisi epocale,
tra sorrisi amari 
avari e derisi
non offriremo la nostra testa
alla spada di tal mostro tenebroso
che la speranza di ribellione or calpesta.
Parlan di lettera dei sogni,
parlan di lettera coraggiosa,
ahimè profondamente oltraggiosa di ogni umana dignità,
ma in tal sorte e laica verità,
sarà solo la chiave per esorcizzare
questa diabolica società.
Otto mesi per disumanizzare il non più bel Paese,
un solo minuto per mandarvi tutti,
con vivo sentimento,
lungi da ogni pentimento,
a quel paese.

Marco Barone

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