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Uccisa dal FrecciaArgento. Uccisa dalla folle velocità della società.

I treni hanno un fascino misterioso, un fascino così sublime e nobile nello stesso tempo da permettere che secoli di storia di progressione industriale si mescolino con sentimenti, passioni destinate a divenir emozioni in quel frangente a volte lungo a volte breve determinato dalla percezione sensoriale dello scorrere temporale.


Il treno ti conduce dalla tua donna amata. Il treno ti conduce dentro il mondo sognato. Il treno assorbe pensieri riflessi su quei vetri che dividono distese di verde naturale dalle cotruzioni artificiose umane devastanti madre natura.


Sogni, desideri, amori e rancori.
Il treno è tutto questo.
Ma il treno può anche uccidere.
E' successo in passato, è successo recentemente, accadrà probabilmente ancora.


Per il regolamento vigente in tema di circolazione di treni,  per treno si vuole intendere qualsiasi mezzo di trazione con o senza veicoli che debba viaggiare da una ad altra località di servizio, o che parta da una località di servizio per disimpegnare un servizio lungo linea e faccia ritorno nella località stessa.

Quante volte si è atteso il treno in stazione?
Le stazioni moderne sono caratterizzate da mega schermi pubblicitari che ogni tre minuti ripropongono in via subliminale gli stessi messaggi, gli stessi spot, fino a quando quel messaggio o la musichetta non ti entra diritta in testa.

Panchine scomode, per evitare che le persone di strada possano appisolarsi dentro la stazione, cosa che succede ugualmente comunque, scale tante scale, e le strisce gialle.
Il senso di quelle strisce gialle è quello di evidenziare il pericolo vero ed effettivo che persevera perennemente dentro le stazioni.

Treni in transito, treni in arrivo, treni in partenza.

Ma succede spesso di veder letteralmente sfrecciare via per le stazioni treni ad altissima velocità.
Senti arrivare il vento.
Pochi attimi, volti le spalle a quel mezzo che se prima era un qualcosa di magico, in quei frangenti di tempo infiniti lo temi, speri che non deragli; tremi, speri di non scivolare e finire sotto il treno.

Già,speri ma tremando.

La velocità di corsa di ciascun treno in ogni tratto della linea deve essere di regola quella assegnatagli dall'orario, salvo i casi in cui il presente Regolamento o le altre norme di cui all'art.1 comma 1 prevedano diversamente. In ogni caso non devono essere superati i limiti stabiliti dalla Prefazione Generale all'orario di servizio

Ecco quanto dice sul tema velocità treni il regolamento citato in precedenza.
Quindi, gli orari scritti su quel pezzo di carta non riciclata di color giallo vivo, determina il modo in cui il treno deve viaggiare.

Una donna, Marina Rotondo, di 68 anni, è morta nella stazione di Vibo Valentia, travolta dal treno 'FrecciaArgentò partito da Reggio Calabria e diretto a Roma. La donna era sul binario e stava aspettando un treno per recarsi a Messina quando, per cause ancora in corso di accertamento, è stata travolta dal convoglio diretto a Roma.

La donna è morta.

Chi era lì con lei ha visto solo i suoi bagagli.

Lei era svanita nel nulla, così all'improvviso.


Tutto in pochi attimi.


Prima ci sei.

Ora non ci sei più.


Perchè i treni devono percorrere le stazioni a velocità folli?
Perchè porre a rischio la vita delle persone in tal modo assurdo?
Perchè?


E non ditemi che ciò non succede, perchè la realtà è nota a tutte e tutti,  ed ahimè anche le tragedie, che sono evitabili..


Non possiamo permettere che per risparmiare due minuti di tempo si uccidano delle persone.


Deve essere l'uomo a determinare il tempo di funzionamento della società,

e non il tempo sociale a determinar l'uomo.

Marco Barone

Commenti

  1. purtroppo sono incidenti rari, ma le stazioni sono gestite male, poi a vibo non c'è nemmeno un capo stazione, visto che l'unico si trova solo a lamezia per tutta la calabria! Un treno può raggiungere anche i duecento km orari sulle tratte e se non rallentano in maniera considerevole questo incidente può capitare, poi sinceramente non so se la larghezza della banchina sia a norma sinceramente

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