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Per Piazza Fontana nessun corteo.

  
Il 12 dicembre la storia della civiltà umana è stata caratterizzata da vari eventi.
Nel 1901  Guglielmo Marconi riceve il primo segnale radio transoceanico, nel 1865 viene fondata la Banca Popolare di Milano, nel 1963 il Kenia ottiene  l'indipendenza dal Regno Unito; e nel  1969 a Milano,  alle ore 16,30, Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti furono uccisi da una bomba  che esplose nel salone degli sportelli della Banca Nazionale dell'Agricoltura, al numero 4 di piazza Fontana.
 La strategia della tensione.
I primi indizi indirizzati dai servizi segreti deviati, cadranno tutti  sulla pista anarchica, in particolare sui militanti dei circoli Bakunin e 22 Marzo. Tra di loro vi sono: Giovanni Aricò, Annelise Borth, Angelo Casile, Roberto Mander, Emilio Borghese, Mario Merlino, Giuseppe Pinelli e Pietro Valpreda. Per la polizia, alle prime battute oltre a quella anarchica, nessun'altra pista merita di essere presa in considerazione.

Poco dopo Pinelli volerà dalla questura di Milano.
Anche lui vittima della strage politica della strategia della tensione che ha martoriato l'Italia per lungo tempo.

«L'anno scorso è successo qualcosa che noi non vorremmo succedesse, la contestazione violenta che c'è stata ci ha dato fastidio ecco perché quest'anno non facciamo più il corteo proprio per dare un segnale forte, perché vogliamo che almeno il 12 dicembre alle 14.37 quando ricordiamo i nostri morti non sia un atto politico ma sia un atto di commemorazione».
Queste sono le prole di Carlo Aroldi, presidente dell'associazione delle vittime di Piazza Fontana. 
Si vede che l'esperienza dell'anno precedente caratterizzata dalla contestazione contro il sindaco milanese Letizia Moratti ed il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni,ha turbato la sensibilità di qualcuno e si vede che il clima politico attuale ha convinto la detta associazione a chiudersi dentro le mura della commemorazione.

«Domenica non faremo parlare nessuno – ha precisato Aroldi - più di due mesi fa abbiamo fatto la scelta dolorosa di non fare più il corteo e deciso di invitare tutte le personalità, comune, regione, provincia, chiarendo però sin da subito che quest'anno non vogliamo che loro intervengano. Parlerà solo il presidente della sezione milanese dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e ci saranno delle letture di Corrado Stajano, io farò il mio intervento ma non parlerà più nessuno proprio perché non vogliamo fare passare la politica in Piazza Fontana dove preferiamo, vogliamo, che si ricordino le nostre vittime».http://www.nuovasocieta.it/attualita/9844-nessun-corteo-per-piazza-fontana.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter


Questo il programma previsto per domenica 12 dicembre 2010

ore 11-13, nel Salone della ex Banca dell’Agricoltura (ora Monte dei Paschi di Siena) si terrà un incontro unitario dei Sindacati dei bancari con la Presidenza ABI e Monte dei Paschi e con la Presidenza del Comitato permanente antifascista di Milano.
Saranno presenti diversi famigliari delle vittime.
Nel pomeriggio ritrovo in Piazza Fontana:
ore 16,00 – raduno dei cittadini, delle rappresentanze dei Comuni con gonfaloni e bandiere, in Piazza Fontana;
ore 16.30 – inizio della Cerimonia, presentata e coordinata dal Comitato permanente antifascista e deposizione di corone sotto la lapide che ricorda i caduti;
ore 16.37 – omaggio alle Vittime ed ai loro Familiari;
ore 16.40 – lettura di una testimonianza straordinaria (brani da un libro di Corrado Stajano);
ore 16.45 – discorso del Presidente dell’Associazione Familiari Vittime di Piazza Fontana, Carlo Arnoldi;
ore 17,15 – proiezione di un breve filmato sulla strage e sui funerali;
Al termine della proiezione, chiusura della manifestazione.
ore 18.30 - Palazzo Castiglioni - Sala Orlando - Corso Venezia, 47 - Milano
ALLELUJA concerto dedicato al 41° anniversario della Strage di Piazza Fontana

Il presidente dell'associazione delle vittime di Piazza Fontana dice che  non vogliono fare passare la politica in Piazza Fontana, vogliono che si ricordino le nostre vittime.
Ma quelle vittime sono state uccise dalla politica, la politica è passata da Piazza Fontana e vi passerà ancora.

"Ho visto bombe di Stato scoppiare nelle piazze / e anarchici distratti cadere giù dalle finestre" dicevano in una loro canzone i Modena City Ramblers.

Chiudersi dentro una burocrate commemorazione non aiuterà certamente la società che voglia definirsi civile a liberarsi dalle catene della paura e dell'omertà, dalle catene della cattiva politica, dello Stato corrotto, dalle catene di quel potere occulto e deviato che ha ucciso sia fisicamente che moralmente una infinità di persone.
 
Le vittime di Piazza Fontana, tutte, sono vittime del sistema di potere passato e presente, noi non dimentichiamo e non dimenticheremo mai.

Marco Barone

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