Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Il Digitale terrestre e la follia collettiva.

In Emilia Romagna, in Friuli Venezia Giulia ed  in altre realtà territoriali ha avuto inizio da poco tempo la rivoluzione digitale. L'evento conosciuto ai più come switch off ha comportato l'oscuramento dei canali analogici e la sintonizzazione di fatto dei nuovi canali televisivi grazie all'utilizzo di un semplice apparecchio di plastica ed un telecomando.

Ma ecco che quello che succede in realtà è un dramma umano.
 Una follia da nuovo millennio viva e vegeta.

Senti un lungo fruscio. Provi a cambiare i canali della televisione ma non vedi praticamente nulla a parte delle strisce ondulate in bianco e nero.
Cambi con frenesia tutti i canali possibili ed immaginabili.
Niente.
Nulla.
Panico.
Ecco il sudore.
Ecco l'isteria avanzare.
Che fare?
Dove andare?

Poi all'improvviso capisci , ricordi.
Oggi è il giorno.
Da questo momento potrai vedere la televisione solo attraverso il decoder.
Fuori le temperature sono a dir poco glaciali.
Ma ciò poco importa.
Devi guardare la televisione.

Controlli i tuoi risparmi a disposizione, devi scegliere se fare la spesa o comprare il decoder, guardi velocemente le pagine gialle e cerchi un centro dove poter comprare il decoder.

La scelta cade sul decoder.

Tanti negozi, pochi decoder.
E' quasi una vera e propria caccia al tesoro.
Via , provi con un secondo negozio, e poi con un terzo e così via fino a quando il sospirato decoder lo hai tra le mani.
Nella tua mente gridi vittoria.
E' mio!

Ma questo stato euforico dura poco, pochissimo.
Perchè giunto a casa devi installarlo.
Come fare?
Beh esiste il libretto delle istruzioni.
Un cavo scart, il cavo di collegamento con la televisione ecc ed il gioco è fatto.
Via con la sintonizzazione dei canali.
Alcuni li vedi, altri li senti, altri non li vedi, altri non li senti.
Insomma un gran caos in pochi giorni che sembrano per i più una eternità da girone dantesco infernale.

Ed allora chiami il tecnico, l'amico, il conoscente, chiami qualcuno che soccorra la tua necessità quasi vitale.

Fino a quando dopo le fatiche di Ercole, con classe borghese, con calma, ed un sorriso spalmato su tutto il tuo viso guardi ed ammiri la televisione.

Questo è quello che è successo a moltissimi italiani.
Persone drogate dalla televisione.


La prima cosa che ho pensato quando ho visto che la tv non funzionava più è stato finalmente libertà.
Sospirata libertà

La gente comune dovrà uscire, dovrà socializzare, dovrà leggere i giornali, dovrà dovrà e dovrà.

Sì, la gente è uscita, ma fuori di testa.

Quasi una vera psicosi per l'assenza della televisione.

Se non è un dramma sociale questo, se non è una dipendenza questa, se non è una forma di controllo questa, allora cosa altro è la televisione oggi?
 
La televisione giorno dopo giorno reprime  la tua libertà.

Marco Barone

Commenti

  1. Bellissima e divertente descrizione della trisre realtà!

    Anche se purtroppo c'è poco da ridere ;-)

    Condivido sul mio blog, spero non sia un problema.

    Citando fonte e link, ovviamente!

    Un caro saluto e complimenti per il blog
    Namastè

    RispondiElimina
  2. Ma quale problema, anzi! ti ringrazio per la condivisione! a presto M.

    RispondiElimina

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