L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

Immagine
Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Aspettando...


I’ll be your mirror
reflect what you are
in case you don’t know
I’ll be the wind, the rain and the sunset
the light on your door
to show that you’re home
 I’ll be your mirror dei The Velvet Underground corre corre fra le alture di questa stanza.
Ritmo danzante nella mente, note scandite nel vuoto, parole dolci, sensuali, calde, volano per i muri di tal 
prigione, 
mani chiuse nella speranza,
cuore fremente nell'attesa.
 I’ll be your mirror
reflect what you are
in case you don’t know
I’ll be the wind, the rain and the sunset
the light on your door
to show that you’re home
Che dolce attesa.
Che dolce tempo .
Lacrima, goccia di vita, scivola nell'emozione di quell'attimo 
rapito,
catturato,
liberato dalle ali dei color vivi 
nella notte confusa nel giorno,
nel tramonto assolto dall'alba
di quel momento catartico
oltre la caverna ,
oltre l'immaginario,
oltre.
 I’ll be your mirror
reflect what you are
in case you don’t know
I’ll be the wind, the rain and the sunset
the light on your door
to show that you’re home.
Uno, due, tre tocchi.
La cenere del limite
piove giù.
Uno, due, tre tocchi,
il fumo sulle labbra
della riva della foce del nostro fiume
sfiora il mantello denso, intenso 
di quello specchio non riflesso
bensì frantumato dal pugno del non senso.
Aspettandoti,
ora,
aspettandoti,
ancora,
libertà mera
libertà divenuta immensamente amor.
I’ll be your mirror
reflect what you are
in case you don’t know
I’ll be the wind, the rain and the sunset
the light on your door
to show that you’re home
Marco Barone. 
M&G
 

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?