Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Sfiorando il muro

Quando ci si trova innanzi all'evento che si pone d'impeto all'improvviso su quel percorso intrapreso nel corso della nostra  breve vita, è incredibile come l'ordinario muti in straordinario, la propria essenza.

Viaggi tranquillamente sulla strada, distese di campo coltivato circondano quel piccolo mezzo che permette al tuo corpo di essere trasportato lì ove si desidera giungere per respirar aria di emozione.

Ascolti Stefano Rosso, una leggera pioggia scivola via sui pensieri distratti dal rumore della meccanicità quotidiana.

Nessun imprevisto.

Tutto come sempre.

Tutto apparentemente ordinario.

Ecco che all'improvviso il tuo mezzo sbanda, perdi il controllo.

Un muro si pone innanzi alla tua vicina fine.

Pochi metri, pochi centimetri ancora e probabilmente non sarei ancora qui a scrivere a comunicare con il

mondo in cui appunto vivo ove son vivo.

Mi accosto nella corsia di emergenza, cerco di capire cosa sia successo.

Pensavo di aver forato una gomma.

Subito dopo altra auto si ferma.

Il suo conducente scende, spaventato, anche lui ha rischiato di sbandare contro la vita.

Mi abbraccia per lo spavento.

Si è condiviso nella paura una grande solidarietà umana.

Due persone che mai prima si erano incontrate, nello spavento di non esserci più, si abbracciano.

Paura.

Si ho temuto il peggio.

Perdere il controllo del mezzo che si conduce così all'improvviso è una tremenda esperienza di vita.

Specialmente quando il tuo mezzo è diretto contro un muro.

Benzina.

Qualche auto aveva perso benzina per strada.

Che dire?

Che la vita è breve, basta poco per porre fine a tutto ciò.

Se ero già convinto prima della bellezza della vita, ora sono ancor più convinto di cosa è veramente

importante in questa vita.

Ottimismo rivoluzionario ed amore rivoluzionario.

Amore e vita.

Sorriderò sicuramente di più alla vita.

Sorriderò di più alla nostra vita.


Marco Barone

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