A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

A Trieste è vietato suonare per strada.


Tempo addietro vagando per le strade di Trieste, incontrai dei musicisti c.d.di strada.
Sorridevano,erano allegri, erano "vivi".
Si avvicinarono senza recarmi alcun disturbo, nessun stato di insicurezza coglieva il mio essere uomo libero, in una terra e città che voglio credere ancora libera. Chiesi cortesemente di suonare Bella Ciao.
La suonarono.
In quel frangente di tempo ove anni di storia e sofferenza scorrevano sulle note di quella che dovrebbe essere il nostro inno nazionale, ho vissuto una grande emozione, una splendida sensazione che probabilmente sarà destinata e rimanere solo un ricordo di vita vissuta.

Dico questo perchè,con delibera del Comune di Trieste, entrata in vigore il 15 ottobre 2010 ( prot. Corr 2/5/42/1-2010), nella splendida città di confine,la Giunta Comunale capeggiata dal Commendatore della Repubblica nonchè Grande ufficiale, Roberto Dipiazza si dispone in via autoritaria il divieto di suonare per strada...

Tale ordinanza dal seguente titolo: "Limitazioni all'esercizio dei mestieri di strada, di suonatore ambulante, cantante, cantastorie e similari" prevede in sostanza che "dal momento che i suonatori che spesso vi insistono chiedendo anche la questua, creano notevole disturbo sia alle attività commerciali ivi presenti, sia ai passanti, aumentando così la sensazione di scadimento della qualità della vita urbana e conseguente senso di insicurezza; al fine di prevenire e di eliminare quei comportamenti che possono causare scadimento della qualità della vita e del decoro urbano", il musicista verrà prima allontanato, se persiste avrà il sequestro dello strumento, se persiste ancora pagherà una multa di 100 euro.

Salvo che non si rientri nella categoria di "artisti particolarmente qualificati", beh in questo caso potrà essere rilasciata una specifica autorizzazione ad esibirsi nell'ambito della zona considerata.

Ma avranno creato una commissione ad hoc per stabilire chi è artista qualificato o meno? Quali saranno i criteri? Chi ha diritto di giudicare il "valore" della musica?
Suonare uno strumento musicale per le vie di Trieste conferisce senso di insicurezza?

Follia pura.

Ma è la triste realtà affermata in Trieste.

Un tempo non lontano si passeggiava per le vie della città, imprigionata dalle catene della burocrazia e del consumismo, ascoltando le note musicali di chi con passione ed allegria elargiva note di vita; da oggi,a Trieste, ciò sarà solo mera utopia.
Sembra che il prossimo passo di questa Giunta Comunale sia quello di vietare ai giovani extracomunitari di vendere cose per strada: «Irragionevole vedere dei marcantoni che vendono libri illeggibili per via, perché non vanno a lavorare, a un’agenzia interinale, o alla Caritas?». Questo è quanto si legge sul Piccolo di Trieste ( http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/trieste-il-comune-caccia-i-musicisti-di-strada/2556501).

Marco Barone

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