Passa ai contenuti principali

Terzigno e Manganelli.




Terzigno, piccola cittadina che sorge alle falde del Vesuvio ha vissuto tre volte la distruzione a causa della ribellione di madre natura, del Vesuvio.

Non a caso il motto Ter Ignis da cui deriva probabilmente il nome attuale Terzigno, significa tre volte il fuoco.
Tre volte morte.
Tre volte distruzione.

Ma Terzigno, grazie all'orgoglio dei propri abitanti, del proprio popolo ha alzato sempre la testa, anche sfidando madre natura.
Quindi, se Terzigno è rinata tre volte, non credo che cederà alla becera volontà camorristica consistente nell'imporre la realizzazione della discarica nel parco Nazionale del Vesuvio.
Il popolo esprime il proprio dissenso, lotta per l'autodeterminazione delle proprie scelte, lotta per il diritto alla salute e quindi, alla vita.

Manganelli, l'attuale capo della Polizia ha dichiarato che :
«C'è rammarico per il fatto che temi che altri soggetti sono chiamati a risolvere trovino in un ruolo di supplenza le forze di polizia». «Noi - ha aggiunto - non siamo certo nemici di chi manifesta, facciamo il nostro lavoro»http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=123616&sez=NAPOLI

Ma su repubblica.it si legge altro ovvero: "C'è rammarico per il fatto che temi che altri soggetti sono chiamati a risolvere trovino in un ruolo di supplenza le forze di polizia", ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, commentando gli scontri a margine di un'audizione al Senato. "Noi - ha aggiunto - non siamo certo nemici di chi manifesta, facciamo il nostro lavoro. Siccome a Terzigno si deve sversare, faremo in modo che questo sia possibile anche se dovesse costare l'uso della forza", ha concluso.http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/21/news/sgombero_terzigno-8281833/?ref=HREC1-1

D'altronde di cosa stupirsi?

E' un dato di fatto che la Polizia serve lo Stato e la volontà politica dominante.

In via generale il servire comporta obbedire, ovvero sottomettersi ai voleri altrui e ciò comporta in sostanza annichilire la propria ragione, l'emozione, la sensibilità umana, la solidarietà civile; servire vuol dire mangannellare!

Manganelli, un nome una realtà incontestabile.

Manganelli è espressione della scuola De Gennaro.

Quando si insediò come capo della Polizia dichiarò le seguenti parole:
"Saluto ed abbraccio il prefetto De Gennaro, con vera gratitudine, con ammirazione, con affetto, con l'amicizia e la stima cementate da tanti anni di lavoro comune.
Dobbiamo essere tutti orgogliosi di aver avuto un grande Capo della Polizia. Io, che ho avuto il privilegio di stargli vicino, ne ho conosciuto l'onestà profonda, il senso dello Stato, la dedizione incondizionata, la lealtà".http://www.poliziadistato.it/articolo/10683-Discorso_in_occasione_della_cerimonia_d_insediamento_come_capo_della_Polizia

Giusto per ricordare qualcosina su De Gennaro...nel giugno 2010 il prefetto Gianni De Gennaro è stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione dalla corte d'appello del tribunale di Genova, che lo ritiene colpevole di istigazione alla falsa testimonianza. Secondo il tribunale De Gennaro convinse il vecchio questore del capoluogo ligure, Francesco Colucci, ad "aggiustare" la sua testimonianza durante il processo per il sanguinario blitz nella scuola Diaz, ultimo capitolo del G8 del 2001. ( tratto da repubblica del giugno del 2010).

Carlo Giuliani vi ricorda nulla?

Noi non dimentichiamo e mai dimenticheremo!

Quindi, in sostanza, rammarico istituzionale ed ipocrita quello espresso dall'attuale Capo della Polizia, ma le sue parole, riprese solo da alcuni quotidiani sono chiare: "Siccome a Terzigno si deve sversare, faremo in modo che questo sia possibile anche se dovesse costare l'uso della forza".

Evviva la democrazia, evviva la sovranità popolare,

evviva l'ipocrisa vigente in questo regime
!

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Le conclusioni della Commissione d'inchiesta sul caso Moro

Nelle considerazioni conclusive della Commissione d'inchiesta sul Caso Moro emergono spunti di riflessione importante ed anche inquietanti che dovrebbero far tremare i pilastri della nostra Repubblica. Un lavoro durato alcuni anni, con diverse audizioni, accessi a documenti, verifiche, ispezioni, un lavoro enorme e giunto a termine.    La legge istitutiva della Commissione (Legge 30 maggio 2014, n. 82) ha assegnato come mandato all'inchiesta parlamentare quello di «accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro; eventuali responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». E' stato sottolineato che è "dalla rilettura sistematica dei cinque processi e dell'attività delle precedenti…