Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

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  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Palermo, Hitler pubblicizza un negozio I partigiani: «Cartellone offensivo»

"Cambia style. Don't follow your leader". È l'invito che compare su un cartellone pubblicitario apparso giorni fa in diverse strade di Palermo. Peccato che il "modello" scelto come testimonial del negozio di abbigliamento palermitano sia Adolf Hitler. La divisa è rosa, invece del tradizionale grigio militare. Ma tant'è. Quella che forse voleva essere solo una "goliardata" ha fatto infuriare più di una persona.

ANPI: OFFENSIVO - Prima di tutto i cittadini: alcuni di loro hanno scritto una lettera a Napolitano per segnalare quanto accaduto. Poi il problema è stato sollevato da alcuni consiglieri del Pd. Ora interviene anche l'Anpi, l'associazione nazionale dei partigiani. Il presidente Ottavio Navarra ha inviato una lettera aperta al sindaco di Palermo Diego Cammarata e ai vertici delle forze dell'ordine e della magistratura. «Non comprendiamo come le autorità cittadine abbiano potuto consentire la installazione di tale cartello e ne chiediamo come Anpi di Palermo l'immediata rimozione» si legge. Navarra conclude sottolineando che «questo grave fatto turba gli animi dei democratici palermitani, offende quanti hanno combattuto per abbattere il nazifascismo e viola i nostri principi democratici e costituzionali».

«PROVOCAZIONE» - Dal canto suo l'agenzia che ha ideato la campagna pubblicitaria ha difeso l'iniziativa sostenendo che il cartellone ha chiaramente un intento provocatorio e non intende in alcun modo fare apologia del nazismo. «Il nostro slogan è "New style", abbiamo ridicolizzato Hitler invitando i ragazzi a seguire un proprio stile, evitando di farsi condizionare dai leader - spiega il titolare Daniele Manno -. Tra qualche settimana realizzeremo altri manifesti con l'immagine di Mao Zedong». Ma nemmeno la presunta "par condicio" ha placato gli animi.
http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_23/palermo-pubblicita-hitler-anpi_3fe3d10c-6676-11df-b272-00144f02aabe.shtml

siamo sicuri che sia solo una provocazione? La pubblicità è in linea con i tempi che connotano il sentire spesso comune. Forse a volte bisogna essere messi innanzi al fatto compiuto per capire cosa si è. Dare del razzista ad esempio a chi si comporta da razzista spesso sconvolge l'interessato, ci sarà un motivo a tutto ciò o no?
Marco B.

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