Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Controllo e repressione: La videosorveglianza per la sicurezza urbana di Verona

Il ministro dell'Interno vara un progetto sperimentale che mette in collegamento tutte le telecamere pubbliche e private esistenti sul territorio

Un esperimento di videosorveglianza 'intelligente' è stato varato a Verona questa mattina dal ministro dell'Interno Roberto Maroni.

«Stiamo sperimentando a Verona - ha detto Maroni - un sistema che mette in collegamento tutte le video sorveglianze pubbliche e private esistenti sul territorio. Ciò vuol dire controllare il territorio e scovare in tempi rapidi e con un sistema intelligente i criminali responsabili di vari reati».

Verona è stata scelta «perchè ha un sistema di video sorveglianza molto diffuso, il comune ha investito infatti in maniera consistente in questo settore, poi perchè la città veneta ha una dimensione intermedia tra i comuni più piccoli e quelli più grandi e ci permette quindi di sviluppare un test che possa essere utilizzato per tutte le realtà».

Il progetto utilizza una tecnologia di videosorveglianza intelligente, in grado cioè di individuare comportamenti sospetti e segnalarli ad un Centro servizi video che mette 'a rete' le immagini di varie telecamere, in modo di seguire gli spostamenti dei soggetti ripresi. L'acquisizione delle immagini, effettuato sulla base di criteri prestabiliti, consente agli operatori di individuare le situazione critiche e segnalarle alle forze dell'ordine. Viene anche assicurata la disponibilità della memoria dei contenuti e la loro catalogazione per statistiche ed analisi investigative.

Al termine della sperimentazione, che durerà sei mesi, il ministro traccerà un bilancio dei risultati per verificare la funzionalità del sistema.

fonte Ministero Interno

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