Opacchiasella, Oppacchiasella, Opachiasella, un nome e tanta confusione

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Un piccolo borgo carsico, che ancora oggi ognuno chiama a modo suo. Oppacchiassella, è il nome che si può leggere sul lastrone ai piedi del Sacrario di Redipuglia,  ma il Piccolo, ad esempio, nel 1915 ma anche nel 1942, la chiamava Opachiasella.                                                                            Il Piccolo del 1915                                                                            Il Piccolo del 1942   In alcune carte geografiche e del catasto dell'Impero austriaco, veniva chiamata   Oppacchiasella come negli atti desumibili da  der Gemeinde Op. im Istrianer...

Cile, uno Stato nello Stato


I Mapuche disposti a chidere al governo di Santiago la creazione di uno Stato autonomo nel sud del Paese

Le continue polemiche che animano il rapporto fra il governo della presidente Michelle Bachelet e le comunità Mapuche cilene non fanno altro che dissotterrare un vecchio discorso a cui i leader indigeni sono molto affezionati: la creazione di uno Stato Mapuche indipendente.

La nascita di un governo autonomo da sistemare geograficamente nel sud del Paese sarebbe una soluzione al conflitto generato da quella che i Mapuche considerano un'usurpazione delle terre che abitano fin dal tempo dei tempi da parte delle grandi industrie idroelettriche e forestali.
La conferma arriva da uno dei leader Mapuche, Aucan Huilcaman, inizialmente perplesso sulla creazione di uno stato indigeno. ""Sarebbe possibile creare una nazione Mapuche dove si possa convivere in armonia e sotto una legislazione propria" dice Huilcaman.
Il leader non si ferma a questo e sottolinea come i Mapuche oggi siano il 10 percento dell'intera popolazione cilena.

Comunque, non è tutto oro quello che luccica. La gestione "politica" della comunità potrebbe, nonostante i buoni propositi, risultare particolarmente complicata. Forse è anche per questo motivo che a Gustavo Quilaqueo, indio Mapuche, è venuto in mente di fondare il primo partito politico della comunità indigena: il partito nazionalista Mapuche. Quilaqueo però è consapevole che le proposte che verranno presentate non godranno di molta considerazione da parte della politica cilena. Come avvenuto, purtroppo, in passato. Nonostante tutto, Quilaqueo è convinto che l'unica via possibile da percorrere per vedere lo sviluppo della comunità Mapuche e affinchè questa possa avere più voce nel capitolo sociale cileno, debba essere quella della lotta politica. E per farla ha deciso di iniziare la raccolta delle 5 mila firme necessarie per "legalizzare" il suo partito.
Il dibattito è aperto. La decisione dei nativi cileni potrebbe anche influenzare tutte quelle comunità indigene che all'interno dei loro paesi non trovano spazi sufficienti a garantire loro sviluppo sociale e culturale.
da peacereporter

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