Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Aggressione del cane: lesioni colpose per il padrone

Corte di cassazione - Sezione IV penale - Sentenza 23 aprile-26 maggio 2009 n. 22038

I cani di grossa taglia devono essere tenuti sotto stretta vigilanza dai proprietari. In caso di aggressione si configura il reato di lesioni personali colpose. Lo precisa la Corte di cassazione con la sentenza n. 22038/09 (pubblicata sul sito di «Guida al Diritto» http://www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com/). I Supremi giudici si sono trovati alle prese con una vicenda decisamente singolare in cui un cane boxer aveva aggredito e ucciso uno yorkshire tenuto in braccio dal proprietario. Oltre alla morte dell'animale, il padrone aveva subito lesioni piuttosto serie al braccio. Decisamente curiosa la decisione del giudice di pace che aveva scagionato il proprietario del boxer ritenendo che le ferite fossero state riportate a seguito di una caduta. I Supremi giudici, invece, hanno puntualizzato che sebbene le versioni fornite dalle parti fossero tra loro discordanti non poteva non essere riconosciuto un evidente nesso di causalità tra l'aggressione del cane e i danni fisici riportati nonchè la morte del piccolo cane.
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