I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Il silenzio del vento

Silenziosamente è
il vento dei mari del Nord,
nel dipinto
pennellato dallo sguardo
sorpreso e ritrovato
in quel guado
ora silente,
ora dormiente.
Silenzio.
Dorme il mare.
Ho visto un color rosso
unire la piazza del Ponte Rosso,
con il sorriso di quella luna
che nella notte del silenzio perduto
ha baciato il buio del tempo avveduto.



Scuote il sentimento senza nome
la voce della Sacra Corona ungherese,
con la violenza del passato
non vissuto e dimenticato
per quelle strade rese
ove ogni libertà è persa,
nella via non maestra di tal
pensiero manifestato
che ogni dissenso ha arrestato
sulle rive del Danubio,
nel vivo e doloroso dubbio
che l'umanità è atroce
nel perdurante errare.



Silenzio.
Dorme il mare.



Ho toccato e sfiorato
il complesso Kleine Berlin,
tra le vie del Coroneo
e le monotonie di Fabio Severo,
in quella Trieste,
che tanto ha sofferto,
che tanto ha lottato
per un passato
qui ancor vivo
e mai dimenticato.
Ho visto il buio della paura,
ho ascoltato il rumore del fango,
orco senza anima
che ha salvato uomini e donne
dalla ferocia
della guerra.
Ho respirato l'aria umida e stanca
di una vita che ora apprezzi
nelle grotte
della burocrate città
ove siam schiavi e avvezzi
al senso della morte disumanità.



Silenzio.
Dorme la vita.

Marco Barone
M&G

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