Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Pericolose e irresponsabili provocazioni al Confine. Dall'Italia all'Ungheria, Slovenia e Croazia "sotto attacco"


Da viva l'Istria, Dalmazia e Fiume italiana, al condividere cartine di "terre" perdute, si prendono di mira in particolar modo la Slovenia e la Croazia. Condotte sistematiche, casuali o non casuali, scivoloni o non scivoloni, una volta gettata la pietra, le acque si agitano, in un territorio già ai ferri corti per la questione delle acque di Pirano, che vedono quasi quotidianamente battaglie tra pescatori e autorità che sfidano i confini marittimi contesi, e le multe, intanto fioccano.

Ma Slovenia e Croazia si uniscono però negli intenti contro alcune provocazioni  e non solo che arrivano dall'Italia e dall'Ungheria. Il Piccolo ha reso noto che sul profilo social del portale governativo ungherese è stata condivisa una mappa della vecchia Ungheria che denuncia lo smembramento del territorio. Il Tweet in questione è del 4 giugno.

E rimanda a questa dichiarazione: "Il segretario di Stato Árpád János Potápi ha dichiarato che il trattato di Trianon ha distrutto la società, l'economia e il sistema politico dell'Ungheria. Durante il National Cohesion Day, Potápi ha affermato che i quasi 100 anni trascorsi dalla firma del trattato di pace di Trianon sono la prova della forte volontà degli ungheresi di sopravvivere e mantenere vivo il loro paese. Potápi ha detto alla televisione M1 che il trattato è stato "forzato" in Ungheria e firmato 99 anni fa in questo giorno nel castello di Versailles a Grand Trianon.
Il trattato mirava a "distruggere il sistema politico ungherese, così come la sua economia, le sue forze armate e la società", ha affermato. Il parlamento ungherese ha dichiarato il 4 giugno la Giornata della coesione nazionale nel 2010."   

Come si legge sul Piccolo del 14 giugno si tratta di una "mappa che evidenzia che la Slovenia avrebbe «sottratto» 4mila chilometri quadrati di terra magiara con 64mila ungheresi, la Slovacchia ben 63mila e oltre un milione di cittadini di Budapest. Cifre simili per Croazia - 63mila km/q e 563mila magiari, mentre ben più alte sono quelle attribuite alla Romania, che avrebbe "strappato" 102mila chilometri quadrati di territorio e 1,7 milioni di ungheresi. Seppur presenti sulla mappa, non sono stati forniti dati su Ucraina e Serbia".

L'Italia, come è noto, ora ha costruito con il suo pessimo nuovo corso politico l'asse con l'Ungheria, la Polonia, e la Francia. Nazionalismo che avanza. I nazionalismi sono questo. Contese territoriali, rivendicazioni territoriali, che hanno sempre portato alle guerre. Quelle guerre che D'Annunzio ha sostenuto, ha rivendicato, per affermare l'italianità dei luoghi, e contrastare il rischio dell'avanzata di quella che lui definiva "schiaveria bastarda", riferendosi ai popoli "slavi". 
Provocazioni, scivoloni, leggerezze, irresponsabili che riaccendono le micce. L'Europa unita nella diversità è l'antitesi del nazionalismo Oggi, però si preferisce celebrare simboli del nazionalismo, come D'Annunzio, gridare viva L'Istria italiana, piuttosto che cercare di costruire un percorso europeo che metta la parole fine ai confini e frontiere e ad una visione anacronistica della società. Si può anche discutere se sia stato giusto il Trattato x piuttosto che il Trattato y, si può anche parlare se fosse stato più giusto vedere l'Istria assegnata all'Italia e Gorizia alla Jugoslavia, ma a che pro? Un conto è per un confronto storico, un conto è se ciò diventa il pretesto per completare quella "vittoria mutilata"giusto per rimanere, casualmente, in stile dannunziano, dall'Italia, all'Ungheria. Dimenticandosi spesso che in quelle terre vivono minoranze autoctone che saranno le prime a patire le conseguenze di certi gesti irresponsabili.

mb
 

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