Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

Immagine
  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Non sono passati neanche 50anni e già il caso Moro finisce nel dimenticatoio


47 anni da quel terribile giorno che lasciò una cicatrice perenne nella storia repubblicana italiana. La Strage di via Fani, del 16 marzo 1978 dove per man delle Brigate Rosse oltre che di forze ancora oggi occulte, per rapire il Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, vennero massacrati Oreste Leonardi e Domenico Ricci, Carabinieri, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino, della Polizia di Stato. Mentre si aprono in America gli Archivi nazionali americani sulla morte del presidente John Fitzgerald Kennedy compiuto a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963 con la desecretazione anche degli ultimi documenti sul caso , in Italia questo anniversario della strage di via Fani è passato quasi in sordina. Come un giorno qualunque, come un giorno di cronaca storica qualsiasi, da ricordare perché lo si deve, ma senza andare oltre. Perchè oramai, a chi interessa più? Se non ai soliti noti? Ogni anno si aggiungono degli elementi nuovi, personaggi da interrogare, mentre il tempo, fa il suo corso inesorabile e quando i protagonisti di quella vicenda non ci saranno più, cosa rimarrà alla storia? Ad oggi esiste una verità giudiziaria che non coincide con quella della ricostruzione storica, da un lato le BR che hanno tutto l’interesse di difendere il carattere fantomatico rivoluzionario di quell’atto, dovendo dimostrare di aver fatto tutto semplicemente da soli per non intaccare la loro “purezza” dall’altro chi da decenni dimostra che la vicenda Moro è ricca di così tante contraddizioni, menzogne, depistaggi, che lasciano ben intendere come Moro alla fine forse lo volevano morto in tanti, anche parti opposte, nemici storici che per interessi diversi volevano la fine di Aldo Moro. Ed è forse per questo motivo che alla verità storica accertata non si arriverà mai e la vicenda Moro con l’assassinio degli agenti della sua scorta lentamente finiscono nel dimenticatoio e nell’ordine della ritualità di stile. Eppure si tratta di una vicenda gravissima, di una portata enorme.


G
M
T
Y

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?