I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

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  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

 


L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque, vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento, battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte". Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026. Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie:

  • "Oltre lo sguardo" | La Voce dell'Inclusione: Uno spazio sacro e vibrante riservato ai ragazzi autistici. Sulle loro tele, i colori non si limitano a decorare, ma urlano vita. È il racconto del mondo visto attraverso occhi puri; una pittura che si fa linguaggio universale, intimo e privo di filtri.

  • "Il '900 Friulano" | L'Identità della Terra: Accanto all'innocenza del colore presente, si leva il coro dei grandi maestri. Le opere di Giorgio Celiberti, Gianni Borta, Dino Coccolo, Giuseppe Zigaina, Spacal, Music e Spazzapan e altri artisti dialogano tra loro in un sussurro senza tempo, offrendo una retrospettiva che è radice e vanto.

In una terra che ha sempre saputo partorire geni straordinari, l'arte ha saputo fare una scelta coraggiosa: sfuggire alla mercificazione. C'è una bellezza fiera in queste opere, un'autenticità che ha rifiutato l'omologazione delle mode per rimanere felicemente incontaminata, pura e profondamente vera.

La promessa del futuro: Questo viaggio non rimarrà solo da contemplare. Presto, il Villaggio si arricchirà di un laboratorio interattivo, uno spazio vivo dove chiunque potrà sporcarsi le mani di colore e cimentarsi nell'atto puro dell'arte per l'arte.

Lasciatevi sorprendere: la bellezza ha trovato una nuova casa, ed è pronta a parlare a chiunque sappia ascoltare.

mb 

 

 

 

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