I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Sì al museo della Resistenza a Ronchi, ma sia regionale e non una cosa improvvisata

Nel 2017, fui sostenitore tramite una petizione, come riportata anche dalle pagine del nostro quotidiano il Piccolo, della proposta di istituire a Ronchi il primo museo della Resistenza regionale. In Italia di musei dedicati alla Resistenza ve ne sono diversi, anche in regione esiste un piccolo spazio museale ad Ampezzo, che fu la Capitale della Zona Libera, ed i Comune ha messo a disposizione una saletta al piano terra di Palazzo Unfer, dove hanno sede anche la Pinacoteca "Davanzo" e il Museo geologico. In questo edificio nell'estate-autunno '44 si svolgevano le riunioni della Giunta di governo della Zona Libera della Carnia ed il Museo, inserito nell'ambito di Carnia Musei, ospita una raccolta di materiale iconografico (fotografie, opere d'arte, elementi simbolici). Poi vi è uno spazio anche alla Risiera di Trieste, ma un museo regionale sulla Resistenza della nostra regione, non esiste. Ronchi oltre ad essere città del vino, e del curling bisiac, meriterebbe di essere citata e riconosciuta anche come città della Resistenza oltre che avere la medaglia d'oro al valor militare, cosa che al momento non è. In questi giorni si è ritornato a parlare della possibilità di istituire a Ronchi il museo della Resistenza. Ciò che auspico è che non ci sia improvvisazione e tanto meno speculazione, ma urge, invece, programmazione e visione con il Comune di Ronchi che potrebbe avere un ruolo promotore e di capofila avviando ad esempio un tavolo per la costituzione del museo regionale della Resistenza. Si potrebbe costituire un comitato promotore di portata regionale, formato da storici della storia di liberazione regionale, dall'ANPI e dagli Enti Locali che vogliono collaborare per realizzare a Ronchi questo museo che non sia solo "locale" ma che abbia sede a Ronchi. A parer mio solo dopo che si è convenuto sui contenuti e sulla programmazione, si potrà iniziare a discutere di spazi e soluzioni possibili e sostenibili soprattutto economicamente. Insomma, l'ultima cosa che serve è improvvisazione, mentre la sinergia tra soggetti plurimi è necessaria per cercare di realizzare a Ronchi, città della Resistenza, qualcosa che abbia una portata che vada oltre i confini e la storia strettamente locale.

mb

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