I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Migliaia di persone parteciparono al funerale del Conte di Chambord a Gorizia


Siamo nel settembre del 1883, a Gorizia si tennero i funerali del Conte di Chambord, ovvero Enrico Borbone di Francia. Un uomo che a Gorizia veniva ricordato con dedizione perchè, si racconta, sempre attento ai poveri goriziani. Ci fu un vero e proprio corteo funebre che ebbe origine dalla stazione della "Nizza" austriaca. La partecipazione della gente fu enorme. I giornali dell'epoca parlavano di una moltitudine di gente assiepata lungo il passaggio del corteo. "In città erano state chiuse le botteghe e le case pavesate a tatto. Le vie formicolavano di gente terrazzana e forestiera, e s'incontravano ad ogni passo frotte di ospiti francesi in marsina e cravatta bianca". C'era un corteo vero e proprio, da oltre 200 preti, ad istituti religiosi vari, da associazioni di veterani alla società di mutuo soccorso. Il carro funebre, "tutto parato di velluto nero a fiordalisi d'argento, è sormontato da mazzi di pennacchi neri e dalla corona reale. Lo ornavano ai lati stupende e grandiose corone — degna di nota mi parve una gigantesca ghirlanda di gigli d'argento, con ricco nastro bianco portante l'iscrizione: Le royalistcs de Montpellier".Si parlava di migliaia di partecipanti e di non meno 4 mila francesi venuti a Gorizia.

mb

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