I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone
Siamo nel settembre del 1883, a Gorizia si tennero i funerali del Conte di Chambord, ovvero Enrico Borbone di Francia. Un uomo che a Gorizia veniva ricordato con dedizione perchè, si racconta, sempre attento ai poveri goriziani. Ci fu un vero e proprio corteo funebre che ebbe origine dalla stazione della "Nizza" austriaca. La partecipazione della gente fu enorme. I giornali dell'epoca parlavano di una moltitudine di gente assiepata lungo il passaggio del corteo. "In città erano state chiuse le botteghe e le case pavesate a tatto. Le vie formicolavano di gente terrazzana e forestiera, e s'incontravano ad ogni passo frotte di ospiti francesi in marsina e cravatta bianca". C'era un corteo vero e proprio, da oltre 200 preti, ad istituti religiosi vari, da associazioni di veterani alla società di mutuo soccorso. Il carro funebre, "tutto parato di velluto nero a fiordalisi d'argento, è sormontato da mazzi di pennacchi neri e dalla corona reale. Lo ornavano ai lati stupende e grandiose corone — degna di nota mi parve una gigantesca ghirlanda di gigli d'argento, con ricco nastro bianco portante l'iscrizione: Le royalistcs de Montpellier".Si parlava di migliaia di partecipanti e di non meno 4 mila francesi venuti a Gorizia.
mb
Commenti
Posta un commento