I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

Immagine
C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Nova Gorica e Gorizia due mondi diversi che la capitale europea della cultura non unirà


Siamo oramai ad un passo dal 2025, da quando Nova Gorica condividerà con Gorizia l'anno della capitale europea della cultura. Ma la sensazione che si ha realmente, quella che va oltre i miti, le favole, le buone novelle, è che Nova Gorica e Gorizia sono due mondi diversi, due mondi divisi, che potranno anche condividere per convenienza ed opportunità questo titolo, ma non ci sarà alcun salto qualitativo, alcun tipo di unione tra le due città. E soprattutto che oggi attraversando queste due città, tolto qualche pannello pubblicitario, tutto sembra, tranne che vi sia veramente la capitale europea della cultura pronta a decollare ed oramai manca veramente poco! Lo si capisce vivendo e attraversando le due "Gorizia". La caduta della Jugoslavia prima, la nascita della Slovenia dopo, l'Unione Europea, oggi, sono stati passaggi che hanno connotato in questi ultimi decenni la storia di un territorio di confine che ognuno ha raccontato dalla propria prospettiva.  Ma la sensazione che si ha è che nell'omologazione dell'europeismo di questi tempi, senza più confini interni, in realtà la voglia di non confondersi e di voler salvaguardare la propria identità continua ad affermarsi con forza, tanto di qua, quanto di là. Si può andare a sorseggiare un caffè a Gorizia un paio di volte durante la settimana, tra piazza della Vittoria e via Rastello, si può fare una puntata in uno dei casinò di Nova Gorica o assaggiare una fetta di torta nella centralissima Trg Bevkov, si può continuare a mitizzare l'epopea della piazza Transalpina o Trg Evrope, ma la realtà continua a dirti che non sarà possibile alcun tipo di unione tra queste due città e la capitale europea della cultura 2025 ha creato forse fin troppe aspettative rispetto alla realtà che oggi domina in questa due realtà, aspettative che potranno rivelarsi come un boomerang, perchè se il progetto capitale europea della cultura 2025 fallirà e non riuscirà a facilitare quel salto "storico" qualitativo nei rapporti sociali, culturali e politici tra le due "Gorizia", statene certi, ognuno cercherà di scaricare la responsabilità sul proprio vicino.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?