Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Il triangolo del terrorista del nord est: "unabomber"


Uno dei fatti di cronaca nera su cui forse si è speculato di più negli ultimi anni, con indagini che hanno coinvolto anche l'FBI, e nel 2023, a distanza di trent'anni dal debutto dell'unabomber italiano, le indagini sono state riaperte, confidando nell'ausilio della tecnologia. Decine di feriti, decine di ordigni di esplosivi, c'è chi lo chiamò in veneto, come "monabomber", ma durò poco questo soprannome, chi  forse "tubobomber" visto che colpiva soprattutto con dei tubi esplosivi, quasi sempre, ma le analogie con l'unabomber americano non sono molte. Si parlò addirittura del coinvolgimento di GLADIO, che dietro a quella mano terroristica vi potesse essere una strategia della tensione, si parlò anche del possibile coinvolgimento di qualche militare di Aviano, visto il contesto complessivo, sono stati tracciati probabilmente una miriade di profili e ancora oggi non si ha certezza se fosse una sola mano o più di una. Ha operato in un vero e proprio triangolo, da Claut, ad Aquileia, a Porto Santa Margherita, coinvolte due regioni, il FVG ed il Veneto, quattro province, come Udine, Pordenone, Treviso e Venezia. Ha colpito sistematicamente durante eventi non casuali, religiosi, e laici, festività, durante le sagre, ma anche vigne e supermercati, oltre che luoghi dove andare a farsi la vacanza a mare o in montagna, il suo obiettivo non era il singolo individuo in quanto tale, ma la circostanza, il contesto. Il suo obiettivo non era uccidere, ma terrorizzare e mutilare. In America ci son voluti quasi vent'anni per catturare l'unabomber originale. Bisogna avere fiducia nei nostri investigatori, perché si tratta di una questione di una complessità unica, lo si deve soprattutto a chi vittima di quel terrorista, che avrà avuto forse la classica infanzia disturbata, avrà forse voluto vendicarsi verso tutto ciò che poteva sapere di insieme, famiglia, si possono fare una miriade di supposizioni, verso chi con gesti di estrema vigliaccheria, non dissimili da quelli dei terroristi fascisti che colpivano nel mucchio per destabilizzare l'ordine pubblico, ha rovinato la vita a decine di persone a cui va e deve andare tutta la nostra vicinanza.

mb

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