Il "frullato storico" e le piazze forni: il caso di Monfalcone

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  Rifletteteci bene, signori. Che gioia impagabile passeggiare oggi per i centri delle nostre città e imbattersi in quegli spazi che sfidano brillantemente ogni logica umana. Prendiamo un capolavoro assoluto, una vetta inarrivabile dell'urbanistica contemporanea che vi lascerà letteralmente senza fiato (e senza ombra, ovviamente): Monfalcone . Facciamo un salto nel passato. Ai tempi dell'Impero Asburgico, quegli sprovveduti avevano la bizzarra abitudine di inserire degli alberi nelle loro "Piazze Grandi". Ad esempio ciò succedeva a Trieste. Ve lo immaginate? Il verde integrato nella veduta urbana! Per fortuna, nel corso del Novecento, i nostri urbanisti hanno rinsavito. Abbiamo coraggiosamente estirpato quell'inutile natura per regalarci magnifiche, sterminate spianate di cemento o di marmo. Perché rinunciare al brivido di passeggiare in un forno a cielo aperto  nelle nostre estati tropicali? Ma torniamo a Monfalcone, il vero gioiello della corona. Lì hanno fatto ...

Che l'autonomia regionale sia un valore anche per la "sinistra"



La Regione del Friuli- Venezia Giulia, e già qui sul nome, con o senza trattino, si apre un dibattito che non finisce più, è stata istituita come ben sappiamo nel 1963 come regione autonoma. A Statuto speciale grazie al suo plurilinguismo. Identità plurisecolare latina, germanica e slava. In questo momento stiamo assistendo ad una situazione surreale. Mentre delle regioni stanno facendo una corsa matta pur di ottenere una maggiore autonomia che possa avvicinarsi a quella nostrana, in FVG, a raccontarla tutta, si sta assistendo da tempo ad una sorta di dilemma amletico. Perché non si riesce veramente a comprendere in cosa ci stiamo differenziando dalle regioni ordinarie. L'emblema è forse dato dalla questione province. Un capolavoro incredibile tutto made in FVG. Abrogate, sulla carta, ma politicamente esistono ancora, sostituite dalle UTI, poi dagli EDR ed ora dagli enti di area vasta. Il giro del mondo da far invidia a Marco Polo, per ripristinare le province, ma in salsa FVG, perché altrimenti, che autonomia è? L'autonomia non deve diventare un cavallo di battaglia solo ed esclusivamente delle destre, ma deve diventare un valore anche per la "sinistra". In FVG c'è l'imbarazzo della scelta su dove intervenire, dalla sanità, che non se la passa bene, come sappiamo, per carenza di personale, per tagli ai posti letto, per strutture che necessitano di essere ammodernate, all'istruzione. L'autonomia che deve valorizzare la sinistra è quella che non viene calata dall'alto, ma dal basso, traendo spunto dall'operato magari di Giuseppe Bugatto. Mitteleuropeo, di cultura cattolica. Un personaggio dallo spessore importante, che diede lustro a queste terre sotto l'Impero Austriaco, difendendone le sue peculiarità, deputato nelle file del Partito popolare per il collegio di Monfalcone–Cervignano, e fu anche deputato della Dieta provinciale della contea principesca di Gorizia e Gradisca ed il fascismo gli vietò di rientrare nell'isontino. Nell'ottobre del 1918, chiese il diritto di autodeterminazione per il Friuli insieme a Faidutti di cui riporto un estratto: "Se tutti ci abbandonano, ci aiuteremo da soli. Non vogliamo che nessuno disponga di noi senza di noi". Si riparti da qui, dal basso.

mb

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