La Venere, gli stracci e la misura del tempo

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    Ma capite la genialità? Bisogna figurarsela, quella scena, perché noi spesso ce ne dimentichiamo.Siamo innanzi ad un qualcosa di magistrale che continua a stupire continuamente dagli anni Sessanta. C’è un fondo nero, buio, assoluto. E poi, lì nel mezzo, questo fondoschiena bianchissimo. È la Ed è pazzesco, se ci pensate, perché qui – tra quell’oscurità e il marmo contaminato – Michelangelo Pistoletto non sta solo facendo un'opera d’arte. Sta mettendo in scena il cortocircuito di una società spietata, che ha del tutto smarrito i suoi valori.  Ma come nasce un capolavoro?  La cosa meravigliosa – e qui sta la grandezza vera – è che quest'idea folle nasce quasi per caso. Un’intuizione estemporanea, casuale! E invece, da oltre sessant’anni, questa combinazione continua a colpire, a sbalordire chiunque la guardi. È una delle opere più significative e impattanti del nostro tempo.  E sapete perché? Perché a un certo punto l’arte smette di essere pura decorazion...

Ronchi e l'Argentina, un gemellaggio necessario con le città che accolsero i ronchesi , come La Plata


Furono centinaia i bisiachi, che alla fine della grande guerra che comportò la distruzione del nostro territorio, fuggirono verso mete lontane, lontanissime, come l'Argentina. Negli anni si son raccontate tante storie di amicizia, tante testimonianze, ma si tratta di storie che meritano anche il giusto riconoscimento formale, forma che esprime sostanza, come il gemellaggio da realizzare con le località che accolsero i ronchesi. Furono tante, come Mar del Plata, l’Isla del Cerrito, nella provincia del Chaco, Rosario, Buenos Aires, la Plata e tante altre ancora. Dalla Venezia Giulia ci fu un movimento emigratorio enorme, che persiste ancora oggi, in rapporto alla popolazione l'area giuliana continua ad avere il triste primato di giovani in fuga verso l'estero.  Il concentramento più importante di ronchesi pare che fosse a La Plata dove venne realizzato un circolo che raccolse quasi un migliaio di iscritti provenienti dalla Bisiacaria, il  Circolo Ricreativo e Culturale Adria, fondato nel 1930 per iniziativa di diversi ronchesi a cui diede un suo contributo anche il Maestro Rodolfo Kubik, che realizzò il Coro Universitario di La Plata. Nel 1934, il Circolo "Adria" contava una squadra di calcio, una biblioteca con 250 libri, un'orchestra, una sezione filodrammatica e un coro, nel 1945 il circolo chiuse i battenti per problemi finanziari.  Kubik fu forse tra gli emigrati ronchesi più noti, nato a Pola nel 1901, dopo due anni con la sua famiglia si trasferì a Ronchi, si era sotto l'Impero Austroungarico, per poi nel 1927 emigrare con la famiglia a La Plata. Noto compositore e Maestro d’orchestra, e ricordato per il concerto  al Teatro Colón di Buenos Aires negli anni '50. Storie nella storia. Pensando a La Plata, sono tre i comuni italiani ad essere gemellati con questa importante città, come Bologna, Bivongi, Anghiari, ma incredibilmente nessuno della Bisiacaria. Che Ronchi sia il primo a farlo? Sarebbe una cosa giusta e a dirla tutta forse anche doverosa per valorizzare dal punto di vista istituzionale una pagina di storia che rischia di perdersi ed essere relegata nell'album dei ricordi delle proprie case.

 mb

nota foto

Fotografia della cantina del vigneto di proprietá del Dottor Carlos Salas scattata a Las Palmas, Comune di Zárate, nel 1931 ca. Sopra la cantina, al primo piano, abito la famiglia Fontanot dal 1930 al 1932.In quei anni, il padre, Eugenio ha lavorato nel Vigneto.

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