Si apprende dal nostro giornale,
il Piccolo, che è previsto un progetto, da parte del noto imprenditore locale Vescovini, che dà lavoro ad oltre 1000 dipendenti, la possibilità dell'arrivo di una nave gasiera non ancorata, con una capacità di 144 mila metri cubi di
gas naturale liquefatto (Lng), con base a 20 miglia nautiche al largo della
costa. E si legge che ci sarà un’imbarcazione minore che farà la spola con la banchina in
concessione a Molino Casillo. Come ben sappiamo, a causa della guerra disastrosa in Ucraina e delle speculazioni in atto, l'autunno/inverno sarà caldo certamente sul fronte sociale ed economico, ma si rischia di restare al freddo su tutto il resto. Migliaia di posti di lavoro a rischio, o sospesi a causa delle procedure di cassa integrazione, per non parlare di quello che si rischia nella sanità, nella scuola, nei Tribunali, negli uffici pubblici. In tutto ciò l'Italia anziché andare a tutto gas, va a tutto carbone a partire da Monfalcone. A livello di impatto ambientale preoccupa sinceramente ben più la centrale a carbone di Monfalcone, preoccupano di più le navi da crociera che arrivano nel nostro golfo, preoccupano di più le attività in essere nel porto di Monfalcone, si veda l'ultimo incidente che ha comportato dispersione di gasolio, che l'attività a largo svolta dalla gasiera. Certamente è in corso un progetto di riqualificazione notevole di Marina Julia, anche se bisogna interrogarsi se tra qualche anno si riusciranno a trovare degli accessi liberi o se sarà la privatizzazione il prezzo da pagare per la riqualificazione, come teme qualcuno, lo scopriremo, detto ciò, il progetto temporaneo della nave gasiera al largo della costa può essere una risorsa per il territorio. Non si capisce quale beneficio economico bisognerebbe chiedere a Vescovini, dal momento che quel gas andrebbe già ad evitare situazioni di chiusura o casse integrazioni ed eviterebbe disagi per i nostri cittadini. Certo, se ci saranno delle agevolazioni, ben venga, ovvio, ma evitiamo ostruzionismi politici o dispetti che in questo momento non servono. Rimettiamoci alle valutazioni dei tecnici. Il Presidente dell'Autorità portuale si è pronunciato a favore, ed è una persona di buon senso, visto che si rigassifica a destinazione, ovviamente ciò non significa che Monfalcone diventerà ponte per il rigassificatore, perchè qui tra chi vuole il rigassificatore o addirittura paventa il rischio di una centrale Nucleare, rischiamo di diventare una situazione esplosiva, come se già non bastasse la centrale a carbone o l'attività dei "giganti" del mare.
Commenti
Posta un commento