I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Quel "taglio" alla storia di Gorizia... spazzato via l'ultimo muro della guerra fredda




Un taglio più deciso e netto alla storia a Gorizia non poteva essere dato. L'ultimo muro della guerra fredda è stato praticamente spazzato via. Non c'è più. Quando un turista si reca a Berlino, oltre che portarsi a casa un pezzettino di muro smantellato, vero o fasullo che sia, va alla ricerca del muro vero, originale. Vuole vederlo, vuole toccarlo, vuole percepire un pezzo di storia del '900 che ha segnato il nostro mondo. A Gorizia non c'è stato un vero e proprio muro, ma una rete. 
 
Una rete che poteva non aver forse alcun valore in quanto tale, ma storicamente, sentimentalmente, rappresentava tante cose, tante storie nella storia. 

 
 
Non c'è più. C'è chi dice che un pezzo di quella recinzione che ha diviso Gorizia da Nova Gorica verrà forse "restituito", ma oramai il danno è stato fatto. Perché non sarà più come prima. Impossibile. Gorizia e Nova Gorica attirano e affascinano soprattutto per questo motivo, per una piazza che oggi unisce, anche se continua ad avere due nomi, due città e due Stati diversi, e che verrà letteralmente stravolta rispetto a come l'abbiamo conosciuta, con il progetto Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura 2025, e per quella rete che che era un pò come il muro di Berlino in salsa goriziana. 
 
Sì, è giusto chiudere ideologicamente con il '900, a cui questa terra deve gran parte della sua storia, per quanto drammatica possa essere, ma non così. Tutto ciò lascia veramente sconcertati, allibiti, increduli. Certo, sarà rimasto qualche metro di rete originale in qualche zona periferica sconosciuta dai più, ma il simbolo era ed è la piazza della Transalpina/piazza Europa, era lì che una fetta di rete originale doveva rimanere.

mb

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